Tessera del tifoso: ci siamo
Ecco come funzionerà
Dal 1° gennaio sarà obbligatoria per andare in trasferta nel settore ospiti di ogni stadio: molti i vantaggi per i possessori. Si potrà continuare ad acquistare biglietti nominali. Scriveteci i vostri dubbi e commenti nel Di' la Tua di questo articolo e vi risponderemo sul giornale
MILANO, 18 settembre 2009 - Ecco tutto quello che c'è da sapere sulla tessera del tifoso. 22 domande e le relative risposte per conoscere tutti i risvolti di questa iniziativa.
Cos’è la tessera del tifoso?
È uno strumento di fidelizzazione che identifica i tifosi di un club o della Nazionale. Il rapporto che si instaura con la società sportiva è analogo a quello che ormai il mondo commerciale pone in essere quotidianamente coi suoi migliori clienti quando vende i propri prodotti. Tutti i dati personali comunicati dai tifosi sono conservati solo dalle società sportive e utilizzati (nel rispetto della legge sulla privacy) per promuovere tutte le attività e le agevolazioni offerte ai propri clienti (convenzioni con aziende di trasporto e di ristoro, corsie dedicate, borsellino elettronico e molto altro). L’attività degli organi di polizia, nel progetto della tessera del tifoso, si limita all’esclusivo accertamento di eventuali motivi ostativi e solo per il tempo necessario.
Com’è fatta?
Come una normale carta di credito, ma dovrebbe avere anche la foto del possessore.
A cosa serve?
A seguire in trasferta la propria squadra ed entrare nei settori «ospiti» dello stadio, ma anche a usufruire di vie di accesso preferenziali ed evitare i controlli ai varchi, per acquistare i biglietti anche al posto del documento d’identità. Molti club la utilizzeranno anche per marketing.
Quanto costerà?
Dipende dai club, ma il costo può arrivare a 10 euro come risulta da un’indagine effettuata presso le squadre.
Che vantaggi dà la tessera?
Consente di avere percorsi preferenziali all’interno degli stadi, di avere accessi con controlli limitati, sconti su altre manifestazioni organizzate dalle società, sconti in esercizi commerciali convenzionati o per il merchandising, acquisto privilegiato di biglietti per le competizioni internazionali e per i match dell’Italia, percorsi preferenziali anche in caso di gare all’estero. Inoltre è un investimento per i club ed è un’importante opportunità per promuovere il marchio della società tra i tifosi.
Chi la può avere? E chi no?
Possono avere la tessera: coloro che non sono sottoposti a Daspo, che non abbiano avuto condanne anche in primo grado per «reati da stadio» negli ultimi 5 anni e che non abbiano misure di prevenzione tipo la sorveglianza speciale.
Quando entrerà in vigore?
Già da ora può essere richiesta alle società sportive. Dal primo gennaio 2010 non sarà più possibile seguire la propria squadra in trasferta, nel settore ospiti, senza la tessera.
Fino ad allora cosa succede?
Non cambia nulla. Quindi saranno limitate solo le trasferte per le quali il Casms abbia ravvisato rischi per gli spettatori o i cittadini.
E’ obbligatorio averla per le partite in casa e in trasferta?
No. È necessario averla solo per entrare nel settore ospiti dello stadio. I normali spettatori possono andare in altri settori acquistando un regolare biglietto.
Come si richiede? E a chi?
La tessera è rilasciata dalle società sportive e va richiesta al proprio club che, attraverso il proprio sito, segnala le strutture abilitate a rilasciarla e la documentazione necessaria (sicuramente servono le foto).
Cosa serve per ottenerla?
Occorre compilare un modulo e consegnare le foto. Ovviamente, il richiedente, non deve essere stato sottoposto a Daspo, a misure di restrizione, o essere stato condannato negli ultimi 5 anni per reati da stadio.
Se voglio seguire la mia squadra in trasferta fuori provincia, posso acquistare i biglietti per lo stadio anche se non ho la tessera?
Sì, la tessera non è un’imposizione. Gli spettatori che non vogliono aderire al programma «tessera del tifoso» possono continuare a frequentare gli stadi acquistando un normale biglietto in settori diversi da quello riservato agli ospiti; naturalmente, in questo modo, non godranno dei privilegi derivanti della tessera.
E se vivo fuori regione?
E’ la stessa cosa. Solo per accedere al settore ospiti è necessaria la tessera. Ulteriori limitazioni potrebbero esserci solo per gare in cui è previsto un rischio per spettatori e cittadini.
Vivo a Novara e sono tifoso del Milan: per andare a San Siro (e per cui fuori regione) mi serve la tessera?
Ecco un caso: no, si può acquistare un biglietto per la partita in casa.
Vivo in Lombardia, sono tifoso della Juve: se vado a Torino mi serve la tessera?
Soltanto se si vuole essere sicuri di essere esentato da eventuali limitazioni.
Sono residente all’estero, ma sono spesso in Italia per lavoro e mi capita di andare allo stadio in città diverse. Devo fare la tessera?
No, non è necessario. Si possono acquistare biglietti per i settori diversi da quello ospiti.
Amo seguire il calcio, ma non sono tifoso di nessuna squadra. Posso scegliere casualmente a quale squadra «legarmi» o devo avere una tessera per ogni squadra?
È sufficiente una sola tessera, ma chiaramente ogni club potrà privilegiare i propri tifosi.
Vado allo stadio con mio figlio minorenne: deve avere anche lui la tessera del tifoso?
No. I titolari della tessera, infatti, possono acquistare fino a 4 biglietti per parenti o amici.
Sono un volontario. Accompagno un non vedente allo stadio, ma non mi interesso di calcio, devo fare la tessera?
No. Per i portatori di handicap si accede a settori riservati. Se si vuole avere accesso al settore ospiti per le trasferte è obbligatorio anche in questo caso il possesso della tessera.
Lavoro all’interno dello stadio, devo avere la tessera?
No, basta il pass per gli addetti ai lavori.
Se un tifoso vuole acquistare un solo biglietto per un’unica partita, deve comprare anche la tessera del tifoso?
No, a meno che non voglia acquistare un biglietto per una trasferta e accedere al settore ospiti.
La tessera serve anche per assistere alle gare casalinghe?
La tessera deve essere vissuta come un’opportunità. Dal primo gennaio 2010 sarà obbligatoria per seguire la propria squadra in trasferta, ma se si vuole comunque decidere di far parte di un «club» di privilegiati, la tessera sarà utile anche per acquistare senza dover fare le file ai botteghini i biglietti per qualsiasi stadio d’Italia, godere di agevolazioni in tutta Italia, avere varchi preferenziali attraverso i quali si entrerà allo stadio solo inserendo la tessera, sconti in tutti gli esercizi convenzionati, la possibilità di acquistare più biglietti anche se la vendita è limitata a un solo tagliando a spettatore.
gasport
domenica 20 settembre 2009
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sabato 19 settembre 2009
La verità sul ritorno (mancato) di Ventola
«Col Bari era fatta, qualcuno ha detto no»
L'attaccante di Grumo Appula, Nicola Ventola, alla vigilia della sfida con l’Atalanta rivela i dettagli della trattativa che stava per riportarlo a casa, ma poi è sfumata, per colpa di qualcuno.
BARI — Poteva essere un clamoroso ritorno. C’è mancato davvero poco che Nicola Ventola vestisse nuovamente la maglia del Bari. E che domenica fosse l’ex di lusso nel match con l’Atalanta. Il 31enne attaccante di Grumo Appula, una delle perle più brillanti provenienti dal settore giovanile biancorosso, è stato a lungo a contatto con Giorgio Perinetti fino a qualche settimana fa. L’accordo con i galletti sembrava raggiunto, ma sul filo di lana qualcosa si è rotto. Ed ora il centravanti ex Inter è un nome pesante nella lista degli svincolati. Una realtà difficile da accettare per chi ha calcato i grandi palcoscenici, sfiorando anche la nazionale. Attendendo la chiamata giusta, la punta si gode la sua famiglia: la moglie Kartika Luyet (modella brasiliana) ed il piccolo Kelyan che tra qualche giorno compirà cinque anni. Bari-Atalanta, però, resta per Nicola la sfida del cuore. Il confronto tra la squadra della sua terra e quella che per ben due volte lo ha portato a nuova vita quando i gravi infortuni avevano pregiudicato la sua carriera. Arduo, pertanto, avventurarsi in pronostici. Anche se l’auspicio del bomber è che, al di là del risultato del prossimo match, entrambe le compagini si presentino al traguardo finale con la permanenza in tasca.
Nicola Ventola, come vivrà Bari-Atalanta?
«Non so se avrò la forza di seguire l’incontro. Si tratta di due piazze che hanno significato troppo per me. Peraltro, si profila un match dai contenuti forti. Il Bari viene da tre pareggi di fila e da prestazioni importanti come quelle con Inter e Palermo. Quindi vuole vincere per avere la controprova del suo valore. L’Atalanta, invece, ha assoluto bisogno dei tre punti per staccarsi da quota zero e da una classifica assolutamente non rispondente ai valori tecnici. In casi del genere, spesso viene fuori un pareggio. Un risultato che, dati i miei sentimenti, non mi dispiacerebbe affatto» .
E pensare che avrebbe potuto giocare anche lei.
«E’ vero. C’era la concreta possibilità che tornassi a Bari. Durante l’estate ho sentito più volte il ds Perinetti, sembrava che potessi inserirmi bene anche nel progetto tecnico di Ventura. Purtroppo, però, l’accordo è saltato. E certo non per ragioni economiche. Il vero motivo ancora non lo conosco, anche se un’idea me la sono fatta» .
Sarebbe?
«Può darsi che la società ritenga inopportuno avere baresi in organico. Forse perché in passato c’è stata qualche esperienza poco felice. Tuttavia, spero che non sia una linea troppo rigorosa. Perché un barese darebbe sempre più del massimo per la maglia biancorossa».
E se il Bari ci ripensasse e tornasse sulle sue tracce?
«Non esiterei un attimo a dire di sì. La dirigenza lo sa: la mia disponibilità è totale e Bari rappresenta sempre una priorità rispetto ad altre soluzioni. Anche perché con il presidente Matarrese ho un rapporto splendido. Un legame che in tutti questi anni non si è mai scalfito».
A proposito, lo sa che presto potrebbe passare la mano?
«Finché non lo vedo con i miei occhi, non ci credo. Vincenzo Matarrese vuole troppo bene al Bari. Barton? Non lo conosco. Ma se proprio dovrà esserci il passaggio di proprietà, mi auguro che chi verrà faccia il meglio per la società. Il Bari ha appena riconquistato la serie A: un patrimonio che non si dovrà più perdere».
Quali sono i suoi ricordi più belli in biancorosso?
«Tutto nel Bari è stato stupendo: stiamo parlando della squadra che mi ha cresciuto. Il campionato del ’97, però, resta uno dei momenti più esaltanti: raggiungemmo la promozione in A a dispetto di ogni pronostico. E poi il match contro l’Inter dell’anno successivo: rientravo da un grave infortunio e segnai il gol della matematica salvezza».
Le sue emozioni a Bergamo, tuttavia, sono ugualmente forti.
«L’Atalanta è stata la società che ha creduto in me nei momenti più difficili. In nerazzurro mi sono sentito di nuovo calciatore quando tutto tutti mi davano per finito. Mi hanno preso prima nel 2000, reduce da un’opaca stagione a Bologna, poi nel 2005, di rientro dalla parentesi al Crystal Palace condita dall’ennesimo guaio fisico. Anche a Bergamo ho vinto un campionato di B e nella massima categoria sono andato a segno con Juventus e Milan. Indimenticabile » .
Che cosa c’è nel futuro di Ventola?
«Il calcio. Ho 31 anni, non ho alcuna intenzione di smettere. Mi sto allenando con il Novara, fisicamente sto benissimo. Forse ho fatto alcune scelte sbagliate. Nell’ultimo campionato, infatti, avevo ricevuto diverse offerte, ma volevo assolutamente arrivare alla scadenza del contratto per trovare una sistemazione definitiva. Invece, una serie di situazioni non hanno dato gli sviluppi sperati. Adesso posso trovare collocazione soltanto in serie A, dato che in B quasi tutti club hanno completato le liste. Noto, tuttavia, che molte squadre stanno ancora completando l’organico. C’è qualche trattativa in corso, vedremo. Una cosa, però, è certa: aspetto solo un’occasione. Ventola ha ancora qualcosa da dire».
(a cura di Davide Lattanzi da corrieredelmezzogiorno.corriere.it)
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Galliani: "Ronaldinho?
E' uno come gli altri"
Dice l'a.d. del Milan del brasiliano, rimasto a riposo per un attacco febbrile: "Non è che abbia uno status diverso da quello degli altri calciatori del Milan. Ha lo stesso destino, nel bene e nel male, dei suoi colleghi. Se Leonardo lo riterrà in buone condizioni giocherà, altrimenti andrà in panchina come tutti gli altri"
MILANO, 18 settembre 2009 - Bastasse l'inno della Champions a fare illuminare tutte le lampadine del Milan anche in campionato. Adriano Galliani sorride. "Si, ci abbiamo pensato. Non ci sarebbe neanche bisogno di chiedere nessuna deroga" sostiene l'a.d. rossonero. E vistri gli altri risultati non può fare a meno di lasciarsi andare: "Insomma, è evidente che abbiamo qualcosa in più, altrimenti non saremmo l'unica squadra italiana che ha vinto trofei in questo millennio. Possediamo qualcosa a livello societario e a livello di giocatori che gli altri non hanno. La storia recente qualcosa vorrà pur dire".
RONALDINHO HA LA FEBBRE — Champions uguale Inzaghi, ma anche Nesta, Pirlo, Gattuso e Seedorf. La vecchia guardia tiene. Ma Galliani non vuole disquisire di tecnica e impegno: "Vi consiglierei di andare a Milanello e fare la domanda a Leonardo - suggerisce -; io non faccio la formazione che va in campo". Anche se da tifoso non può non affermare che "è difficilissimo che la squadra giochi bene quando Seedorf gioca male". E inevitabilmente si torna a parlare di Ronaldinho che a questo punto è diventato un caso. Galliani gli chiede "di tornare quello di qualche anno fa". "Ma cosa gli manca non lo so" aggiunge. Spiega: "Ronaldinho è uno dei giocatori del Milan e se Leonardo lo riterrà in buone condizioni giocherà domenica, altrimenti andrà in panchina come tutti gli altri. Ronaldhino però - sbotta Galliani - non è che abbia uno status diverso da quello degli altri calciatori del Milan. Ha lo stesso destino, nel bene e nel male, dei suoi colleghi". Ma probabilmente il Gaucho domenica riposerà come è accaduto oggi a causa di un attacco febbrile.
(da gazzetta.it)
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Uscita la demo di PES 2010:
replay già su YouTube
E’ disponibile la demo della versione 10 di PES per PC e XBOX360, mentre per PS3 dovrebbe arrivare entro la fine della prossima settimana. Sono già stati caricati su Youtube tanti filmati di replay che mostrano questa nuova versione spettacolare.
L’unico problema sono i requisiti richiesti per un corretto funzionamento del gioco, tutto dovuto ad una grafica di alta definizione.
Dopo il continua i requisiti minimi e il video della presentazione del gioco:
Requisiti Minimi:
Windows XP SP3, Vista SP1
Intel Pentium IV 2.4GHz o equivalente
1GB RAM
8GB di spazio libero su disco
4x DVD-ROM Drive
Scheda video compatibile DirectX 9.0c, 128MB Pixel Shader 2.0 (NVIDIA GeForce FX o ATI Radeon 9700)
DirectX 9.0c
Multiplayer: TCP/IP 192 kbps
Monitor 800 x 600
Requisiti Raccomandati:
Windows XP SP3, Vista SP1
Intel Core2 Duo 2.0GHz o equivalente
2GB RAM
8x DVD-ROM Drive
Scheda video compatibile DirectX 9.0c, 256MB Pixel Shader 3.0 (NVIDIA GeForce 7900 o ATI Radeon HD2400)
Multiplayer: TCP/IP a banda larga
Monitor 1280 x 720
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FORMAZIONI FANTACALCIO 4^ GIORNATA
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Etichette: Fantagrumo 2009/10
ABBIAMO CHIUSO I SONDAGGI
Genoa e Sampdoria in testa: quanto durerà?
67% Verranno riassorbite e disputeranno un campionato non di vertice
22% Al massimo possono conquistare un posto in Champions
11% Le due squadre sono attrezzate per puntare anche allo scudetto
Qual è l'arma in più della nuova Juve?
55% Il carattere, che le consente di superare momenti difficili come contro la Lazio
30% La profondità della rosa: anche senza Diego, infortunato, è arrivato il 2-0
15% L'allenatore: Ferrara ha dato una svolta decisiva a tutto l'ambiente
È giusto tenere fuori Ronaldinho?
68% Sì
32% No
Secondo voi Lippi convocherà mai Cassano in nazionale?
36% No, perché Lippi ha scoperto che due delle 700 donne di Cassano sono le sue nipoti
36% No, perché come trequartista gli preferisce Buffon
28% Sì, ma solo a patto che giocasse con una museruola
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Etichette: SONDAGGI
venerdì 18 settembre 2009
Roma, che figuraccia
Sconfitta a Basilea 2-0
I giallorossi cominciano male la fase a gironi di Europa League. In Svizzera decidono i gol di Carlitos nel primo tempo e Almerares nel finale di ripresa. Traversa di Totti, primo k.o. con Ranieri in panchina
BASILEA (Svizzera), 17 settembre 2009 - La Roma perde la prima partita della fase a gironi di Europa Cup, in Svizzera contro il Basilea. Che si impone 2-0 grazie alle reti di Carlitos all'11' del primo tempo e di Almerares al 42' della ripresa. Prima sconfitta dunque per Claudio Ranieri, che aveva esordito sulla panchina giallorossa con il successo in rimonta di Siena in campionato. L'altra gara del gruppo E (si qualificano le prime due), Cska-Fulham, si è conclusa sull'1-1.
(da gazzetta.it)
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La Lazio rovina tutto
Fa festa il Salisburgo
Nella prima partita del girone G di Europa League, i biancocelesti perdono 2-1 con gli austriaci. Dopo un brutto primo tempo, i ragazzi di Ballardini si affidano allo scatenato Foggia per sbloccare la gara, ma pagano nel finale una disattenzione e il clamoroso errore di Cribari
ROMA, 17 settembre 2009 - Sconfitte così fanno malissimo. Perchè immeritate e devastanti per il morale e la fiducia di un gruppo. Il Salisburgo vince 2-1 all'Olimpico nella prima gara del girone G di Europa League. Risultato troppo punitivo per la Lazio, che dopo aver sbloccato la gara con Foggia nella ripresa, rovina tutto incassando due gol evitabili nel finale. Da copertina soprattutto l'errore di Cribari, che nel recupero regala agli austriaci una vittoria insperata. In chiave biancoceleste c'è stata qualche sofferenza di troppo, soprattutto nel primo tempo. L'uomo della svolta è stato Pasquale Foggia, che nella ripresa ha dato una marcia in più alla manovra biancoceleste, oltre a segnare il gol dell'1-0.
(da gazzetta.it)
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E' un Genoa inarrestabile
Zapater e Sculli: Slavia k.o.
Contro lo Slavia Praga, ottimo esordio per la squadra di Gasperini nel gruppo B di Europa League. A Marassi, una punizione di Zapater sblocca subito la gara, Sculli fissa il punteggio sul 2-0 prima dell'intervallo. Nell'altra partita del girone, il Lilla agguanta il Valencia sull'1-1
GENOVA, 17 settembre 2009 - Tutto facile per il Genoa nella prima giornata del gruppo B di Europa League. I rossoblù sbloccano in fretta la sfida con lo Slavia Praga e al Ferraris finiscono per imporsi 2-0 senza soffrire più di tanto.
(da gazzetta.it)
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giovedì 17 settembre 2009
Stampa spagnola attacca
Mou: «Ha ucciso il pallone»
El Mundo critica il gioco dei nerazzurri contro il Barcellona: «Josè assassino del calcio». Abc parla di «catenaccio totale. Il Barça è stato di gran lunga superiore agli avversari che hanno pensato solo a difendersi»
La stampa spagnola unanime saluta oggi la 'lezione di calcio' data ieri sera a San Siro a un'Inter chiusa in difesa dal Barcellona di Pep Guardiola, una squadra che per il Mundo Depurtivo ha mostrato di essere "con atributos" anche se alla fine sono mancati gol e vittoria. "San Siro ha visto la classe e lo stile del campione", titola l'altro quotidiano sportivo catalano Sport. Il Barca, sottolinea, è stato "molto superiore all'Inter di Mourinho ed Eto'o".
I giornali spagnoli criticano la strategia ultradifensiva dell'Inter - Abc parla di "catenaccio totale" - e gli errori dell'arbitro, in particolare il rigore non concesso al 74' sul fallo di Stankovic, che hanno privato il Barcellona della vittoria. As sottolinea "la spettacolare qualità di questa squadra che Guardiola conduce come se stesse scrivendo un saggio sull'armonia". E poi, aggiunge, "l'Inter non ha Messi, e questa è una grande differenza".
I giornali di Madrid e Barcellona mostrano delusione per la prestazione piuttosto opaca dei due transfughi Eto'o e Ibrahimovic. "L'atteso duello fra Etòo e Ibra è stato la grande delusione" della partita, rileva Sport: "Nessuno dei due è stato all'altezza". Per il quotidiano catalano 'il peggiore' della partita è stato l'allenatore interista Josè Mourinho, "dal quale ci si aspettava una impostazione più coraggiosa, visto che l'Inter giocava a San Siro".
Con il portoghese se la prende anche El Mundo, in un articolo intitolato "L'assassino del futbol". Il calcio scrive "è lo sport che dà più successi a chi meno li merita". "Basta Mourinho, basta inganni. È matematicamente impossibile che giocatori come quelli dell'Inter, reclutati a colpi di milioni, giochino cosi male come hanno fatto ieri. A meno che, scrive il quotidiano di Madrid, li diriga uno che passa per essere una stratega infallibile e che è capace di dire che si può controllare una partita senza pallone". "Se l'Inter dovesse vincere la Champions, conclude El Mundo, sarà meglio dimenticare il calcio e dedicarsi a visionare i successi del cinema albanese".
(da tuttosport.com)
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