
Dal 5 maggio alla «fatal Verona»
quanti ricordi....
Non solo 5 maggio, non solo Lazio-Inter con Ronaldo in
lacrime. Basta evocare la «fatal Verona» per ricordare come
la storia della serie A italiana offre famosi esempi di scudetto al fotofinish,
con le coronarie dei tifosi messe ulteriormente a dura prova
da un sorpasso finale, negli ultimi 90'.
Dal 7 giugno 1964, quando Bologna ed Inter si affrontarono a
Roma nello spareggio per assegnare lo scudetto di quell'anno, sono
stati diversi i campionati assegnati alla giornata finale, ultimo quello della Juve sul neutro di Bari, il 14 maggio 2006: ma in quel caso i
bianconeri mantennero un primato durato tutta una stagione. Sono
invece solo cinque i casi in cui è avvenuto un sorpasso, che fosse di
chi stava dietro o di chi era appaiato: di queste, in quattro casi si
è trattato di rimonte con sorpasso concretizzatosi all’ultima giornata.
Solo in un caso, quello del 1982, Juventus e Fiorentina erano partite
alla pari, prima dei 90' conclusivi.
La prima clamorosa rimonta è quella del campionato 1966-'67, con
l’Inter di Helenio Herrera leader della classifica ma tradita dalla
«papera» di Giuliano Sarti a Mantova: il portiere dei nerazzurri si
fece sfuggire il pallone calciato da Beniamino Di Giacomo, e quel gol
dei virgiliani significò scudetto per la Juventus, che nel frattempo
aveva vinto per 2-1 in casa contro la Lazio. Successivamente Sarti passò
alla Juventus, e ci fu chi malignò a proposito di quel trasferimento.
Il 1973 fu l’anno della «fatal Verona», con il Milan battuto per 5-3
dai gialloblù al Bentegodi in una caldissima giornata di primavera
che avrebbe dovuto incoronare la squadra del paron Rocco e Rivera
consegnandole lo scudetto della stella e invece vide vincitrice la
squadra di Cadè, e il tricolore finire sulla maglia della solita Juventus.
Avendo saputo cosa stava succedendo in Veneto, i bianconeri
- che stavano giocando all’Olimpico contro la Roma - cominciarono
a spingere come forsennati, e nel finale trovarono il gol vincente
con Cuccureddu.
Nel 1982 volata a due, partendo alla pari, e successo ancora della
Juve, vincente grazie a un rigore di Brady contro il Catanzaro (l'irlandese
già sapeva di dover lasciare il posto di straniero a Platini), mentre
la Fiorentina pareggiava a Cagliari dopo l’annullamento di un
gol dei viola segnato da Graziani.
Nel 2000 la Juve fu invece beffata dalla Lazio, che dopo aver battuto
la Reggina dovette rimanere con il fiato sospeso per 45 minuti, in attesa
di sapere come sarebbe andata a finire a Perugia, dove Collina
aveva sospeso la partita, sotto un diluvio, e poi l’aveva fatta riprendere.
Nello stadio Olimpico rimasto pieno, giocatori, tecnici e dirigenti
festeggiarono dopo il gol di Calori e il triplice fischio di Collina
che sancì il secondo scudetto della storia biancoceleste.
Due anni dopo (2002), sempre all’Olimpico, altre emozioni, lacrime e titolo
assegnato sul filo di lana, perchè contro ogni previsione la Lazio
batte l’Inter di Cuper, con la mente già alla festa, mentre la Juve vincendo
a Udine, contro una rivale già salva, festeggia l’ennesimo scudetto.
È rimasto il 5 maggio dell’immensa delusione della tifoseria
nerazzurra, di Massimo Moratti e del pianto a dirotto di
Ronaldo seduto in panchina. Gli interisti non hanno dimenticato.
(dal quotidiano "La Gazzetta del Mezzogiorno")
martedì 13 maggio 2008
ECCO QUEI 5 SCUDETTI GIOCATI AL "FOTOFINISH"
Pubblicato da
Real Mimmo
alle ore
00:25
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