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giovedì 7 giugno 2012

ORA ANCHE L'INTER E' INDAGATA

Tavaroli: Tronchetti non chiese dossier sui Ds
Moratti voleva indagare sull'arbitro De Santis

L'ex numero uno della Security Telecom ai tempi di Marco Tronchetti Provera torna in aula come testimone. E parla dello spionaggio informatico alla Rcs, dei dossier chiesti dall'Inter sulle combine di Calciopoli e dei rapporti sui Democratici di sinistra

MILANO - Torna a parlare nell'aula del processo sui dossier illegali, come testimone imputato di un procedimento connesso, Giuliano Tavaroli, il fulcro della vicenda che vide come protagonista l'intera security Telecom, quando l'azienda di Tlc era sotto il controllo della Pirelli di Marco Tronchetti Provera. Una versione dei fatti, che non smentisce quanto affermato in precedenza, ma che risulta più morbida rispetto alle sue versioni precedenti. Tavaroli che per la vicenda ha patteggiato 4 anni, è stato sentito per tutto il giorno nell'aula-bunker di San Vittore

Lo spionaggio ai danni di Mucchetti. L'ex ad di Telecom Carlo Buora e l'allora direttore amministrativo Claudio De Conto, ha detto oggi Tavaroli, chiesero di indagare sulla fuga di notizie interne all'azienda e poi pubblicate sulla stampa. E' in sostanza la genesi dello spionaggio ai danni del giornalista del Corriere della Sera Massimo Mucchetti e dell'ex sindaco di Telecom Rosalba Casiraghi. Gli avvocati di Mucchetti hanno chiesto a Tavaroli di spiegare la genesi del dossier sul giornalista."Un venerdì sera sono stato convocato in via Negri (uffici della presidenza di Telecom) dove mi fecero vedere un articolo del Mondo che ipotizzava la cessione del gruppo Pirelli Cavi - sostiene Tavaroli - questo anticipava decisioni che erano in corso, estremamente riservate, di cui i manager potevano essere chiamati a rispondere alla Consob. Mi chiesero di analizzare eventuali rapporti e fughe di notizie che potessero essere andati verso la stampa. Nei giorni successivi venne fatta una riunione in cui si ragionò del Corriere e delle fughe di notizie. Venne chiesto di iniziare a capire le attività che ruotavano intorno ai giornalisti. Anche Carlo Buora - sottolinea Tavaroli - mostrò grande determinazione nel dire: voi della sicurezza dovete capire da dove escono queste informazioni e come vengono trasferite all'esterno, trovate il sistema di capire chi, come e quando". L'incursione nei computer di Rcs, dice Tavaroli, fu "una stupidaggine sesquipedale di cui mi prendo la responsabilità. Nessuno ha detto mai a Ghioni di entrare nei computer di Rcs. Purtroppo è successo, ma i dati he vennero prelevati non furono mai divulgati a nessuno". Da qui i due dossier commissionati all'investigatore Marco Bernardini chiamati 'Mucca pazza' e 'Clarabella'. Tavaroli ha pero affermato che né lui né il management sapevano la modalità con cui vennero commissionati.

"Tronchetti non mi chiese di indagare sui Ds". "Tronchetti non mi diede mai nessun incarico d'indagare su alcun partito italiano, estero o extraplanetario". A dirlo è sempre Tavaroli rispondendo alle domande dell'avvocato dei Ds, Tavaroli ha negato che l'allora presidente di Telecom gli commissionò uno spionaggio sui Ds, in relazione all'Oak fund (il 'fondo quercia') che, stando a un dossier realizzato dall'investigatore privato Emanuele Cipriani, portava al partito di Massimo D'Alema. "Il dossier fu chiesto da Buora e Tronchetti - spiega Tavaroli - perché esistevano rumors e sospetti che dietro il fondo ci fossero manager di Telecom e Pirelli". "L'operazione andò avanti a lungo - aggiunge Tavaroli - solo all'ultima pagina dell'ultimo rapporto mi resi conto che riguardava un partito italiano". Nell'udienza di mercoledì prossimo, è prevista la testimonianza di Tronchetti Provera, dell'ex tesoriere dei Ds Ugo Sposetti e dell'ex direttore del Corriere della Sera, Paolo Mieli.

Moratti voleva un dossier sull'arbitro De Santis. Massimo Moratti commissionò a Giuliano Tavaroli, l'ex capo della security di Telecom e Pirelli la pratica 'Ladroni', quella che riguarda in particolare l'ex arbitro De Santis. Tavaroli, testimone-imputato di reato connesso, all' avvocato di De Santis, parte civile nel processo, che gli ha domandato da chi fosse stato contattato per il dossier intitolato 'Ladroni', ha risposto "da Moratti" aggiungendo che era "per l'Inter". Inoltre ha precisato di aver preso contatti con l'allora dirigente neroazzurro Giacinto Facchetti per i termini organizzativi dell'operazione. E quando il legale ha chiesto se dunque l'input provenisse da Moratti, Tavaroli ha confermato con un "sì". Come risulta agli atti dell'inchiesta, il dossier che riguardava De Santis e altre quattro persone, tra cui l'ex direttore sportivo di Messina e Genoa Mariano Fabiani e il guardalinee Enrico Cennicola, è stato confezionato tra il gennaio e il luglio del 2003. Dell'operazione aveva anche parlato l'investigatore privato Emanuele Cipriani, ora imputato al processo milanese con una decina di persone. Cipriani, il 13 ottobre 2006, aveva messo a verbale: "Tavaroli si limitò a dirmi che De Santis era un arbitro che probabilmente prendeva i soldi e che occorreva controllare società sportive in Calabria per verificare un possibile collegamento con De Santis. L'incarico - aveva sottolineato l'investigatore privato - mi venne conferito da Tavaroli in Pirelli ed io fatturai alla Pirelli su richiesta espressa di Tavaroli".

sabato 11 febbraio 2012

La Juve presenta ricorso dopo la decisione del Tnas

La Juve presenta ricorso dopo la decisione del Tnas

Il club bianconero si è rivolto oggi alla Corte d'Appello di Roma dopo la decisione del Tribunale nazionale arbitrato dello sport dello scorso 15 novembre

La Juve presenta ricorso dopo la decisione del Tnas© LaPresse
TORINO - La Juventus ha presentato oggi alla Corte d'Appello di Roma, il ricorso avverso alla decisione del TNAS (Tribunale nazionale arbitrato dello sport) che lo scorso 15 novembre si era dichiarato incompetente in merito all'istanza di revoca dell'assegnazione dello scudetto del 2006. Lo si è appreso questa sera da fonti societarie bianconere. La Corte d'Appello di Roma è tecnicamente competente ad accogliere l'impugnazione del lodo del Tnas.
(da tuttosport.com)

giovedì 17 novembre 2011

Petrucci ad Agnelli: "Sì al tavolo"
Moratti: "Mi farebbe piacere"


Milano, 16 novembre 2011
Il presidente della Juve: "È arrivato il momento di fare un passo avanti tutti insieme". Petrucci: "Accolgo con piacere le dichiarazioni distensive, può essere l'inizio del disgelo". Il numero 1 dell'Inter: "Non mi posso sottrarre"

Segnali di schiarita dopo la tempesta tra la Juventus e la Federazione. Andrea Agnelli ha scelto una conferenza stampa per rispondere alle accuse di Gianni Petrucci, e suggerisce una soluzione: un tavolo conciliatorio per mettere fine alle dispute su Calciopoli e pensare al futuro. Il presidente del Coni, d'altro canto, apprezza i toni distensivi del numero uno bianconero e si dice pronto a valutare la proposta.

parla moratti — In serata arriva anche la nota di Massimo Moratti, presidente dell'Inter, che approva le parole del numero uno dello sport italiano: "Sono perfettamente d'accordo con il presidente del Coni. Sono al suo fianco e condivido lo spirito e il senso di responsabilità con cui ha affrontato questo particolare momento del calcio italiano, che ci auguriamo possa tornare a essere soprattutto uno sport e meno un problema di tribunali". Il presidente nerazzurro ha poi parlato anche di persona a Milano fuori dagli uffici della Saras: "Un tavolo con Petrucci? Sarebbe un invito del presidente del Coni, che è una persona perbene ed è un'istituzione importante. Non mi posso sottrarre e mi farebbe piacere". Moratti ha poi aggiunto che "non ho seguito il discorso di Agnelli. Lo vedrò stasera". Moratti ha poi glissato la domanda di un cronista se direbbe un sì a un tavolo con Petrucci dopo aver detto un no a un tavolo con Della Valle: "Quello di Petrucci - ha spiegato il presidente dell'Inter - è un invito da una istituzione, per il resto ho già risposto a questa domanda".

Andrea Agnelli, 36 anni, presidente della Juventus. Lapresse

la conferenza di agnelli — Questi invece i passaggi principali della conferenza stampa di Andrea Agnelli: "Faccio una riflessione, ognuno deve fare il proprio mestiere: i muratori devono fare i muratori, gli impiegati gli impiegati, io sono presidente di questa società e devo tutelarne gli interessi. Ritengo giusto e doveroso cogliere l'appello di Petrucci, che nel suo discorso ha marcato un punto fondamentale: il rispetto delle regole. La Juve lo ha sempre fatto e continuerà a farlo. A tale proposito ci sono stati degli avvenimenti che è il caso di ricordare. Nel maggio 2010 abbiamo fatto un esposto alla FIGC per verificare i presupposti dell'assegnazione dello Scudetto 2005-2006 all'Inter. L'esposto è stata lettera morta per 14 mesi. Questo porta a una riflessione sulla giustizia sportiva: il maxi processo del 2006 si è concluso in meno di 4 mesi portando pesantissime condanne. Mentre noi abbiamo dovuto aspettare 14 mesi per una risposta a un esposto di 8 pagine. Una bella differenza. La vicenda non poteva che diventare politica, fino a quel giorno noi siamo sempre stati fiduciosi nel buon funzionamento degli organi della giustizia sportiva. L'1 luglio 2011 è arrivata la relazione di Palazzi, pochi giorni dopo la prescrizione dei termini degli atti contestati. Abbiamo chiesto al Consiglio Federale di esprimersi e quando il Consiglio ha deciso di non decidere abbiamo valutato altre strade per tutelare la Juventus".

PASSO AVANTI — "Accolgo il richiamo alle regole di Petrucci - ha continuato Agnelli - ma questo deve valere sempre e per tutti. E' giusto ragionare e capire perché il clima si è così surriscaldato. Petrucci ha chiesto un passo indietro. Io chiedo allo stesso Petrucci e al neo ministro dello sport e turismo Gnudi di fare un passo avanti tutti insieme. Per aprire un tavolo politico su due elementi fondamentali. In primo luogo riflettere sui fatti che hanno concorso a generare il fenomeno Calciopoli 2006 e valutare una soluzione insieme. In secondo luogo concentrare gli sforzi comuni per creare un futuro migliore per lo sport italiano con nuove leggi sugli impianti sportivi, sulla legge Melandri, sulla riforma dei codici di giustizia sportiva. Con la volontà politica da parte di tutti di ritrovare armonia e serenità".

MOGGI E GIRAUDO — "Il tavolo deve essere convocato da Petrucci. Si porteranno tutti gli elementi dal 2006 ad oggi sulle note vicende giudiziarie. L'agenda sarà dettata da Petrucci, per portare serenità bisogna entrare nel merito dei problemi che si sono creati. L'obiettivo è di chiudere le diatribe su Calciopoli e iniziare a pensare al futuro. Sono disponibile a salire su un aereo questa sera stessa. No mi hanno sorpreso le parole di Petrucci. Se tornassi indetro non cambierei nulla di quello che ho fatto. Se ho mai pensato di dimettermi? Mai, non fa parte del mio dna". Infine una battuta sugli ex dirigenti bianconeri, Moggi e Giraudo. "Se pensiamo a un'azione legale nei confronti di Moggi? Ho sempre detto e ribadisco che prima di prendere decisioni in merito è giusto aspettare il terzo grado di giudizio. Abbiamo accettato la serie B e siamo ripartiti. Tornare a vincere sul campo sarebbe una chiusura perfetto del cerchio".

Gianni Petrucci, presidente del Coni. Ansa

la risposta di petrucci — E Gianni Petrucci risponde in breve tempo al presidente juventino, non chiudendo al tavolo ma sottolinenando l'importanza dei toni rilassati di Agnelli: " Ho accolto con piacere le dichiarazioni distensive di Andrea Agnelli. Prendo atto di quello che ha chiesto, ma certamente questo tono facilita questi incontri. Spero che da domani in Lega si continui su questo tono, mi auguro sia un primo atto di disgelo. Mi auguro che quando si farà questo tavolo si agirà e si organizzerà il tutto seguendo le regole del buonsenso. Sono pronto al dialogo, voglio pensare al futuro, prendiamo per buona la giornata di oggi che si è chiusa in positivo. Chi ci sarà al tavolo? È una richiesta che è arrivata adesso, fatemi pensare, non sono un fenomeno". E sulla data del tavolo: "Spero nel più breve tempo possibile"

la giustizia sportiva — In realtà una prima parola "fine" su Calciopoli è stata messa, e riguarda l'iter del processo sportivo. La dichiarazione di incompetenza del Tnas, Tribunale nazionale di arbitrato per lo sport, chiude definitivamente l'iter dei ricorsi nella giustizia sportiva. La richiesta della Juventus non è "materia arbitrabile" per il Collegio arbitrale, che rimanda la palla verso l'Alta Corte di Giustizia presso il Coni. Una via che la Juventus aveva inizialmente scartato e che ora non è più percorribile, essendo scaduti i termini per il ricorso.

la giustizia ordinaria — Resta quindi solo la via della Giustizia ordinaria, imboccata lunedì dal club di Corso Galileo Ferraris con la richiesta danni alla Figc per "disparità di trattamento e le illecite condotte che l'hanno generata", valutando in 444 milioni di euro le perdite "per minori introiti, svalutazione del marchio, perdita di chances e di opportunità, costi e spese". Andrea Agnelli ha specificato di volere "una verifica degli atti di Calciopoli", il presidente federale Abete ha risposto duramente: "I danneggiati siamo noi, le sentenze sportive e penali in primo grado lo dimostrano".

petrucci non ci sta — Nella mattinata di oggi si era segnalata la dura presa di posizione del presidente del Coni Gianni Petrucci: "Io non ci sto a quello che sta accadendo nel mondo del calcio di vertice che è malato di doping legale. Il calcio di vertice sarà commissariato dalla pubblica opinione se continua così. Parlo di una parte del calcio di vertice, parlo di quelli che credono di essere furbi". L'atto di accusa di Petrucci continua: "Io non ce l'ho con gli avvocati, ma oggi cercano di far sì che tutto sia possibile. Siamo in mano a troppi avvocati. Non dico che non abbiamo diritto di appellarci ai tribunali, ma credo che stiamo superando tutti i gradi del giudizio sportivo". E sulla Juve: "Che senso ha andare avanti? Fare un passo indietro vuol dire farne due avanti. Dopo quest'ultima sentenza (del Tnas, ndr), a chi porta vantaggi proseguire? Chi ha più intelligenza la metta al servizio degli altri: il mio è un appello, ma forse gli appelli non servono più".

abete: "più calcio giocato" — Il presidente della Figc Abete ha poi ribadito il suo parere oggi: "Bisogna rafforzare la dimensione dello sport giocato rispetto allo sport nelle aule dei tribunali: il presidente Petrucci ha interpretato con efficacia e concretezza un sentimento condiviso dalla Figc e che sempre più va diffondendosi dentro e fuori il mondo dello sport e naturalmente nel mondo del calcio, a tutti i livelli. È fondamentale per la stabilità dell'intero sistema calcio che la Lega di Serie A riprenda un forte impegno propositivo e operativo finalizzato alla tutela e alla rappresentanza di interessi generali, fondamentali per la crescita delle stesse società professionistiche di vertice".

Alberto Mauro da gazzetta.it

martedì 15 novembre 2011

CALCIOPOLI: LA JUVENTUS CHIEDE IL RISARCIMENTO DANNI



La F.C.Juventus, attraverso una nota ufficiale sul proprio sito internet www.juventus.com, ha ufficializzato la deposizione avvenuta in data 14 novembre 2011Presso il TAR del Lazio con richiesta esplicita di RISARCIMENTO DANNI per I DANNI SUBITI DALLA SENTENZA SPORTIVA DI CALCIOPOLI. Chiamate in causa F.I.G.C. e F.C.INTER, Si chiede RISARCIMENTO per "mancata parità di trattamento" e per "illegittimo esercizio dell'attività amministrativa e obbligatoria!

Il TNAS aveva rimesso il club davanti al Tar per i danni, mentre il Processo di Napoli, nella sentenza, ha escluso la responsabilità della Juventus.

"JUVENTUS FOOTBALL CLUB S.p.A. ha depositato in data odierna presso il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio ricorso ai sensi dell’art. 30 del codice del processo amministrativo contro la Federazione Italiana Giuoco Calcio (FIGC) e nei confronti della F.C. INTERNAZIONALE s.p.a. chiedendo la condanna al risarcimento del danno ingiusto subito dall’illegittimo esercizio dell’attività amministrativa e dal mancato esercizio di quella obbligatoria in relazione ai provvedimenti adottati dalla FIGC nell’estate del 2006 e del 2011.

Con tale atto JUVENTUS intende far accertare la mancanza di parità di trattamento e le illecite condotte che l’hanno generata ottenendo il risarcimento agli ingenti danni che sono prudenzialmente stimati in diverse centinaia di milioni di euro per minori introiti, svalutazione del marchio, perdita di chances e di opportunità, costi e spese.

Il ricorso dà seguito alla pronuncia del Presidente Tribunale Nazionale di Arbitrato dello Sport (TNAS) del 9 settembre 2011 che ha rimesso la Società innanzi al TAR limitatamente ai danni e rientra nella più ampia strategia di tutela della Juventus in ogni sede, già preannunciata nella conferenza stampa del 10 agosto 2011."

JUVENTUS.COM





martedì 1 novembre 2011

COSI' CROLLA LA CUPOLA di Guido Vaciago

Se nel calcio italia­no c’era una Cupola era roba da film di Totò, un’associazio­ne un po’ troppo scombicche­rata per delinquere, visto che gli associati andavano ognu­no per i fatti suoi. Almeno co­sì si evince ascoltando le in­tercettazioni sparite nelle in­dagini, ma emerse nel dibat­timento di Napoli e che oggi saranno ancora protagoniste dell’udienza in cui Paolo Tro­fino, che difende Luciano Moggi insieme a Maurilio Prioreschi, andrà all’attacco dell’accusa più grave nei con­fronti dell’ex dg della Juven­tus. Quell’associazione a de­linquere che, in fondo, sta al­la base anche della condanna sportiva.

IL CONTROLLO Nell’im­pianto accusatorio dei pm, esiste una “cupola” o “un’as­sociazione” attraverso la qua­le Moggi controlla il mondo arbitrale, riuscendo a trarne vantaggi per la Juventus. Ol­tre a lui, i perni di questa as­sociazione sarebbero i due ex designatori Bergamo e Pai­retto, oltre all’ex arbitro Mas­simo De Santis. A caratteriz­zare “l’associazione” c’è un rapporto che - sempre secon­do gli inquirenti - sarebbe un’esclusiva di Moggi. Esclu­siva che è stata sbugiardata dalle decine di telefonate che i designatori ricevevano dai dirigenti di ogni squadra che, più o meno, cercavano di otte­nere vantaggi. La relazione del procuratore Figc Stefano Palazzi, in questo senso, è il­luminante, visto che con le nuove telefonate alla mano, bastona mezza serie A di quella maledetta stagione.

IL PASTICCIO La stessa fi­gura di De Santis si è rivela­ta un clamoroso punto debo­le dell’accusa che lo fa entra­re e uscire dall’associazione in modo piuttosto incoerente, gli affibbia una delle famige­rate sim svizzere, salvo poi to­gliergliela in un secondo mo­mento. Insomma, un pastic­cio. E non da poco, visto che De Santis è l’unico arbitro che per l’accusa fa parte della sempre più traballante Cupo­la (che non dà neppure frutti in campo, visto che con gli ar­bitri “amici”la Juve ha una media punti inferiore rispetto agli altri).

NUOVO INGRESSO
E poi c’è una nuova telefonata, sal­tata fuori dai cd che il consu­lente Nicola Penta continua a scandagliare. Una chiama­ta fra la segretaria dell’Aia Fazi e Bergamo che per certi versi è illuminante e perfino profetica. I due (come si può legger di fianco) non parlano granché bene di De Santis, definito il «bastardo vero». Ma come? Non era un asso­ciato? Non era - secondo le teorie di Nucini (perfino an­tecedenti alle indagini) - il re­clutatore della Cupola? In­somma, un’indagine che par­te proprio da De Santis e la leggendaria combriccola ro­mana, su De Santis vede aprirsi una clamorosa falla. Quel De Santis che, se Berga­mo avesse ottenuto il ruolo di membro della commissione arbitrale della Fifa (se ne par­la nella telefonata), avrebbe probabilmente fatto fuori dal Mondiale o condizionato nel­la sua carriera internaziona­le.

ROSSONERAZZURRO E i vantaggi per la Juve? Come in un’altra telefonata (l’ormai famosa Bergamo­Rodomon­ti in cui il designatore si rac­comanda con l’arbitro di fi­schiare, in caso di dubbio, a favore dell’Inter proprio nel match contro la Juve), anche in questa si evince che Berga­mo, in quella stagione, trepi­dava anche per lo sorti del Milan (con la Fazi che si au­gura in continuazione che i bianconeri perdano). Nel commentare la designazione di Racalbuto per Reggina-Milan, dicono che l’arbitro «non farà male al Milan» ed effettivamente nelle cronache si legge di una «mancata espulsione di Nesta ». Ma an­che in questo caso si rischia di confondersi: Racalbuto non era un arbitro “vicino alla Ju­ventus” e alla Cupola? E per­ché dovrebbe aiutare il Mi­lan? E se in realtà non aiu­tasse nessuno? Se in realtà le teorie dell’accusa vaporizzas­sero al contatto con la realtà? Completa di tutte le telefona­te, s’intende...

GRADITO E che dire, poi, di un passaggio profetico della telefonata Fazi-Bergamo: quel riferimento a Braschi come possibile futuro desi­gnatore, erede proprio di Ber­gamo. «E’ gradito ad Abete », dicono. E oggi Abete è presi­dente della Figc, Braschi desi­gnatore. Lo sapevano già nel febbraio 2005?

Guido Vaciago
tuttosport.com

La Casoria: «Sentenza l'8 o il 15 novembre»

La Casoria: «Sentenza l'8 o il 15 novembre»

Oggi in aula Trofino per l’ultima arringa e nuove chiamate. Il legale di Moggi attaccherà l’accusa di associazione a delinquere. Parlerà anche la Morescanti per difendere Fazi, Bergamo e Fabiani

NAPOLI - Calciopoli, la Casoria annuncia: "L'8 parlerà il pm Capuano, poi mi affido al buoncuore degli avvocati: se non parlano troppo, si va in camera di consiglio. Se no il 15 per la sentenza" .L'udienza termina quando l'avvocato Trofino, dopo tre ore di arringa, chiede di poter concludere con un'ultima mezzora di discussione ad inizio della prossima udienza. La Casoria accetta l'opzione: si torna all'aula 216 martedì 8 novembre. Non è certo che per quella data si arrivi al pronunciamento della sentenza. Ha annunciato una replica il pm Capuano, replicheranno alcuni avvocati. Si slitterà al 15 novembre se l'8 le repliche prenderanno troppo tempo.

L'INTERCETTAZIONE CHIAVE CHE SGRETOLA LA TEORIA DELLA CUPOLA

TUTTA LA DIRETTA

15.33 - Trofino prosegue: «C’è la leggenda delle designazioni e delle griglie. Il gup condanna Giraudo e Lanese per questa cosa assurda. C’è la Bergamo-Meani, in cui Bergamo chiede a Meani chi mandare come quarto uomo. Madre di tutte le telefonate... Moggi faceva i pronostici sulle griglie. MAI MOGGI SI PERMETTE DI SUGGERIRE ARBITRO O ASSISTENTE, QUI INVECE MEANI PARLA E IL BERGAMO CHIEDE CHI MANDARE COME QUARTO UOMO.

IL VIAREGGIO - QUANTO ALLE DESIGNAZIONI DEGLI ASSISTENTI TROVIAMO CHE METTONO BOCCA Meani, Galliani, Facchetti, Foti, Governato, Carraro, Abete e Manfredi Martino, il teste. IL BRESCIA chiede il risarcimento e chiedeva le griglie con Governato. Manfredi Martino parlava di designazioni con Meani: “mandami due cavallini buoni”, sorride presidnete perché conosce gli atti. E come faceva a mandare gli assistenti, Martino: Meani si congratula per altre operazioni andate a buon fine. Martino aveva la possibilità e anche lui TIFAVA MILAN. E Moggi è qui imputato senza trovare una telefonata per una designazione: quella del Torneo di Viareggio! «Mandate Messina? E ci volete far perdere anche il Viareggio». Prende atto e non prova a far cambiare la designazione: per loro sfortuna, quel Viareggio lo vincemmo noi della Juve.

COME FACEVA? E a Martino, per il suo mendacio niente indagine per falsa testimonianza: la gravità è che MARTINO MANFREDI PARLA AL TELEFONO CON MEANI FA RIFERIMENTO “PARLIAMO A VOCE, PERCHE’ CI SONO MOLTI CHE CI ASCOLTANO”. COME FACEVA A SAPERE CHE C’ERA CHI INDAGAVA? E IN AULA MENTE: MANDA GLI SMS A MEANI ALLE 11.32, MA DICE CHE LE DESIGNAZIONI NON SI CONOSCEVANO PRIMA DELLE 12! Ma su questi sms il giudice dell’abbreviato ha condannato Giraudo. LE RIUNIONI? Ma Lanese che ci faceva in queste riunioni? «LANESE SONO ANNI CHE CI TIRA CONTRO»: altro STRANO ASSOCIATO.

L’ACCUSA è costruita in modo assurdo, altra BUFALA, il controllo dei media. Moggi in tv parlava per gli arbitri perché temeva la compensazione: l’attacco per gli errori avrebbe generato errori contro la Juve alla partita dopo. Moggi era corteggiato dai giornalisti e tv perché faceva fare record.

SEQUESTRO FANTASMA «A Moggi - prosegue sconsolato Trofino - hanno contestato anche il sequestro di persona. Gli danno il capo d’imputazione dei sequestratori dell’Aspromonte: se si fosse letta la telefonata tra Paparesta e Pairetto, alle 23.45 del giorno di gara. “Gridavano... Non scriviamo perché c’è un po’ di tensione: roba normale” E Paparesta vi conferma. E tutto questo perché Moggi dice al telefono «li ho chiusi dentro». Avrei voluto sentire MORATTI DOPO LA CONCESSIONE DEL RIGORE DI ROCCHI PER IL NAPOLI!!!

MEANI&GALLIANI Moggi dichiara che si muoveva per difendersi dal Milan, i pm diranno il contrario: il Milan si difendeva dai movimenti Juve. Galliani si difendeva, allora. Benissimo: ecco l’intercettazione che prova il contrario. C’E’ UN TESORO DI ITERCETTAZIONI, IL CAVEAU DI MEANI. MEANI dice che so che «ha parlato con Puglisi (l’assistente) per spingere due dirigenti nelle commissioni dilettanti». Chi si deve difendere da chi? E se vi dovete difendere . «Vogliamo il controllo anche nelle categorie inferiori: questo è un sistema». E Galliani risponde «SPINGA, SPINGA». Meani parla con tutti gli arbitri, attivissimo. Anche con De Santis, che doveva essere un altro associato: sdoganato, doganato... Ma se in quel campionato ci ha danneggiato. De Santis per Auricchio pare la porta del Grand Hotel. A Moggi lo accusano anche per l’amicizia ministro degli Interni, Pisanu: lo spostamento della giornata per la morte del Papa. Ma Moggi e Pisanu erano amici d’infanzia, amiche le mogli da bambine... Ogni morte di Papa si deve decidere! Gli consiglia di aspettare un giorno: e qui si farnetica. Poi scopriamo che GALLIANI E MEANI PARLANO DI QUESTO E GALLIANI, PRESIDENTE DI LEGA FA SLITTARE LA GIORNATA “MA SECONDO LEI PENSA CHE IO DORMO?“ E’ GALLIANI CHE FA SPOSTARE DI UNA SETTIMANA PER AVERE TUTTI I GIOCATORI IN CAMPO. GALLIANI ERA PRESIDENTE DELLA LEGA, ERA LA SQUADRA DI BERLUSCONI, DEL PREMIER DI ALLORA!

ALONE MOGGI
«Nel calcio si diceva che Moggi avesse una specie di alone, che potesse tutto nel calcio. E ce lo dice niente meno che Collina, per il tramite di Ancelotti. Collina dice di Moggi: Millantava... ricorda quante volte s’è verificato. Moggi ad Ancelotti lo prendeva per i fondelli, quando stava alla Juve. E sul sorteggio del campionato: gli input al computer della Lega (dove governava Galliani, ndr) li davano a Milan. E dopo l’errore di Siena sentite Meani al telefono con Galliani: «Ho urlato ai designatori (che Galliani bolla come ex, ndr): nel dubbio contro il Milan con la bandierina si sta giù». MA LO AVETE MAI SENTITO MOGGI DIRE UNA COSA DEL GENERE NELLE INTERCETTAZIONI?

AMICI&NEMICI «Depositeremo una serie di statistiche sulle percentuali di vittoria o sconfitta con arbitri amici e nemici: 1,82 con gli amici, 2,80 con i presunti nemici. Le ammonizioni mirate, poi? Espulsioni a favore, Juve ultima; le ammonizioni mirate è quinta col Lecce. E allora si fa di tutto per far squalificare Petrucci e Nastase del Bologna, e De Santis può far fuori Nesta, Seedorf e Rui Costa prima del match decisivo MIlan-KJuve che assegnerà lo scudetto. Nessuno dei tre viene ammonito da De Santis, e Meani addirittura chiama De Santis per evitare a Nesta un giallo.

CONTRO LA JUVE «L’unica cosa provata in QUESTO PROCESSO E’ CHE S’E’ DATO CONTRO ALLA JUVE. Qui abbiamo altri associati come Pieri: decine di telefonate delle schede e Parma-Milan la fa vincere ai rossoneri. A proposito: parliamo di queste schede riservate, Prioreschi è stato chiarissimo sull’inutilizzabilità del lavoro dei carabinieri per la violazione della legge sulla rogatoria. Infantile quel che disse qui Auricchio sull’ufficiale di collegamento svizzero al Ministero degli Interni: senza una carta... Risentite il maresciallo Nardone, uno degli investigatori: “Siamo andati nel negozio di De Cillis in Svizzera ad acquisire. L’abbiamo presa noi, la documentazione. Poi abbiamo scritto...“ Per fortuna Prioreschi l’ha fermato prima di testimoniare un falso: perché noi ai carabinieri ci teniamo. COME SI PUO’ SUPERARE QUESTA ACQUISIZIONE IN VIOLAZIONE DI LEGGE? E le testimonianze? Rileggetevi Cuttica: “incalzavano, cinque ore senza un caffè...“. Interrogatori sterminati per produrre una paginetta di verbale! Nucini e Carboni che fine avrebbero fatto nell’indagine Strauss Kahn? Se sei un teste devi dire la verità, su tutto: sono interrogatori legali, questi? Ditemelo voi. Ore e ore abbiamo sentito Galati e la Sanipoli per i loro eventuali mobbing: Galati era andato via dalla Can nel 1999, sentito per 28 ore! E GLI AVVERTIMENTI DATI AI TESTIMONI? IN AMERICA SI SAREBBE INVESTIGATO, CI SAREBBERO STATE LE MANIFESTAZIONI DI PIAZZA PER COSE DEL GENERE.

NON CI SPAVENTA «NON CI SPAVENTA PARLARE DELLE SCHEDE - prosegue Trofino -. Non chiedo nullità, siamo stanchi e vogliamo una decisione: quando decideste sulla compentenza non sapevate di Bertolini che comprava le schede coi soldi dati a Torino. Se le schede sono l’associazione, la decisione di comprarle è introduttivo della competenza: era a Torino che si doveva fare. Due prime lame della DDA come Narducci e Beatrice, che potevano essere impiegate in cose più degne della loro capacità: questo processo si poteva e doveva celebrare altrove. Moggi è un uomo intelligente e capace, un giorno decide di diventare un criminale e sceglie una linea di comunicazione riservata: bene. Una Cupola segretissima, la sua, ha i soldi e quelle schede da 200 euro: perché annuncia con le trombe l’acquisto di queste schede? Schede riservate che fa comprare all’ultimo fattorino della Juve: informa il Bartolini di cosa doveva comprare. E lo sapeva l’impiegata Gastaldi, amministrativa della Juve, che a sua volta deve fare uno sforzo per trovare i soldi e lo fa sapere anche a Capobianco, lo sanno le due segretarie Lella e Morena. Cinque persone solo alla Juve sapevano: erano fatte PER TUTELARE LA JUVENTUS, NON SI COMPRANO SCHEDE SEGRETE CON LE TROMBE PER L’ANNUNCIO. Nell’interrogatorio Moggi disse che voleva evitare lo spionaggio industriale, io c’ero e io contestai al fatto che non hai allargato il tema dello spionaggio: NON C’E’ TRACCIA DI QUESTO NELL’INTERROGATORIO DI MOGGI A NARDUCCI. QUESTA FRASE NON C’ERA NEL VERBALE. LE SCHEDE ERANO COMPRATE PER UNO SCOPO LECITO: SERVIVANO A DIFENDERE LA JUVE DALLO SPIONAGGIO INDUSTRIALE PER L’ACQUISTO DI CALCIATORI, CHE E’ LA VITA DI UNA SOCIETA’ DI CALCIO. E Narducci ci dice che il mercato si fa ad agosto: il mercato si fanno mesi, anni prima. E’ O NON E’ L’EPOCA DI TELECOM E DEI DOSSIER LADRONI: UNA DELLE SOCIETA’ ANTAGONISTE, L’INTER, QUELLA CHE SBAGLIAVA LE CAMPAGNE ACQUISTE, LE IMBECCATE LE GRADIVA MAGARI. AVETE MAI SENTITO PARLARE MOGGI DI MERCATO NELLE INTERCETTAZIONI? QUI è COME BERGAMO: POSSIBILE CHE IL RE DEL MERCATO NON PARLA MAI DI MERCATO, MAI CON UN PROCURATORE SPORTIVO? E’ QUESTA LA PROVA CHE QUELLE SCHEDE SERVIVANO AL MERCATO: C’E’ UN ARGOMENTO CONTRARIO?

CENE E SCHEDE «E allora, visto che avevamo queste linee riservate, ci servivano le cene riservate per parlare di campionati da condizionare: ma dov’è l’associazione? Accettare una scheda è giù ipotesi curruttiva, ci dice l’avvocato della Figc, Milella. Ma il giudice De Gregorio archivia le posizioni degli arbitri cui veniva assegnato solo il possesso della scheda. Moggi e Fabiani a Napoli mica distribuivano kalashnikov: qualcuno ha accettato un regalo per parlare con l’amante o risparmiare quattro soldi di traffico telefonico.

13.54 - Trofino: «Io farò subito una richiesta subordinata, perchè devo leggere acune telefonate finora inedite. E lo faccio, come subordinata alla richiesta di assoluzione, ma per scrupolo difensivo agisco ai sensi del 523 del codice, sesto comma, sospendere la decisione ai sensi del 507 la trascrizione che io vi indicherò perché la difesa Moggi vuole far capire quanto straordinaria e necessaria la trascrizione di queste telefonate. Non voglio fare polemiche, ma di voglia ce ne ho: in 35 anni di esperienza ho visto tanti abusi e anomalie, ma qui è stata una cosa ECCEZIONALE. Eccezionale superamento per dimostrare quello che si voleva: non c’era notizia di reato, ma c’era già il RESPONSABILE, Moggi. Non parlo di mandanti e killer: ma qui è successo qualcosa di SCONCERTANTE. Il codice è stato stravolto: qui si autorizzano le intercettazioni senza notizia di reato. Moggi era un capro espiatorio ideale, per un calcio che voleva darsi una lavata di faccia. Non è stato mai simpatico, perché lui faceva le squadre meglio degli altri. E il processo comincia con le dichiarzioni di Baldini: e i pm non lo citano come teste. Ha avuto rapporti coi CARABINIERI PRIMA DELLE SUE DEPOSIZIONI. RIFERIMENTO CASTAGNINI: DICE UNA COSA SCONCERTANTE, VI DA’ LA PROVA CHE PARLAVA COI CARABINIERI. IO NON HO FATTO IL TUO NOME HO FATTO IL NOME DI MOGGI, DI GALLIANI: IO TI SALVERO’ QUANDO FARO’ IL RIBALTONE. AVEVA IN ANIMO DI FARE IL RIBALTONE: DI ANDARE LUI AL POTERE.

DATO INQUIETANTE: i carabinieri parlano prima e dopo con un teste in modo informale con un TESTE INTERESSATO, CHE ODIAVA MOGGI. CI SONO QUERELE INCROCIATE: A BALDINI DICO CHE L’AVVOCATO AGNELLI QUANDO NEL 1994 COI DEBITI CHIAMO’ QUELL’UOMO SENZA QUALITA’. E PRIMA DI PARLARE COI GRANDI DEL MONDO, CHIAMAVA ALLE 6 MOGGI. QUELLA JUVE PIENA DI DEBITI E VUOTA DI SUCCESSI, DIVENNE LA MIGLIORE DEL MONDO. LO DICEVANO TUTTI, AL TELEFONO. Altro che uomo di nessun pregio, come dice Baldini: al Mondiale 2006 la finale era firmata da Moggi. Nel 2006 sostenni alla Figc, in quel processo RUDIMENTALE, ci sono 100 mila telefonate - dissi - ne avete 35 poste a base del processo, sostenni l’innocenza di Moggi per le altre 99965 telefonate. Da allora il lavoro di Nicola Penta, che ha tirato fuori le telefonate. Lo sapete quante sono 171 mila telefonate? Una media di 3 minuti e mezzo: ci vuole un anno e sei mesi senza dormire la notte, solo per ascoltare. E se dormi, diventano 3 anni e mezzo. Noi siamo stati in minorata difesa: ed ecco che viene fuori questa telefonata di qua... Grazie all’ORECCHIO D’ARGENTO DI PENTA.

TRE INEDITI
«E le voglio leggerle subito, queste telefonate. Prioreschi vi ha dato le prove che è un’indagine da buttare nel cestino, ma ecco la prova di SISTEMATICO E VOLUTO NASCONDIMENTO AD ARTE. E VE LO PROVO IN DUE MINUTI. Tre telefonate INEDITE: seguono la telefonata tra Carraro e Bergamo in cui ci si raccomanda «non favorire la Juve, che non vinca», stiamo favorendo Carraro per la lotta al potere. E poi sfugge questa telefonata... Ma mica è un cercare un ago nel pagliaio: il riflettore è puntato su Inter-Juve e le altre? Bergamo subito dopo parla con Rodomonti e lo consiglia: «hai faticato tanto per tornare lì... Tra le due squadre c’è una differenza di 15 punti... E se ti dico la mia, in questo momento, se hai un dubbio pensa più a chi è dietro che a chi è avanti...» Ma ce n’è un’altra sfuggita a questi investigatori, che hanno messo in campo una macchina investigativa pazzesca: hanno intercettato, sono stato pedinato pure io con l’avvocato Melandri e la collega Bongiorno... Eravamo gli avvocati... Ecco la Bergamo-Fazi: «Molto, molto, molto esplicito con Rodomonti... Sei stato chiaro chiaro. Fazi: però il MIlan non c’è proprio, vince la Juve perché... Bergamo: se stasera la Juve perdesse con l’Inter...» MA BERGAMO NON ERA UN SODALE DELLA CUPOLA, NON ERA UN PROMOTORE? E IL PROMOTORE DELL’ASSOCIAZIONE CHE AVEVA COME OBIETTIVO DI FAR VINCERE LA JUVE, IN UNA TELEFONATA FAMILIARE LUI DICE “SE PERDESSE” E LA FAZI DICE: “ MAMMA MIA, DIO VOLESSE”. E LA FAZI NON è UNA SODALE: E LA CUPOLA HA MESSO IN PIEDI UN SISTEMA CRIMINALE PER FAR VINCERE LA JUVE E DICONO QUESTO. QUESTA E’ FOLLIA! “SPERIAMO CHE PERDE, LA JUVE”! “Stasera giocano senza Trezeguet e Del Piero”, dice Bergamo mica dice “giochiamo”... La Fazi dice “sono bravi” a malincuore. Da questa telefonata il TEOREMA DELL’ACCUSA SI FRANTUMA: PAOLO BERGAMO TIFA MILAN IN MODO SFEGATATO, SENTITE LE TELEFONATE CON GALLIANI, DOPO LA VITTORIA DECISIVA, A CASA BERGAMO SI PIANGEVA. “IO E MIA MOGLIE DISTRUTTI”. EBBENE L’ASSOCIATO DI MOGGI FA IL TIFO PER IL NEMICO. E sul punto ce ne sono altre: Auricchio ha dichiarato di aver “ascoltato tutte le telefonate di Paolo Bergamo”! E attenzione volete sapere cosa succede in Inter-Juve: fa un errore gravissimo, non espelle il portiere dell’Inter e ce lo dice un altro INSOSPETTABILE, IL COLLINA CHE SI DOVEVA INCONTRARE CON GALLIANI DI NASCOSTO. ALTRA TELEFONATA SFUGGITA AGLI ATTENTI INVESTIGATORI. “Rosso, diretto; rosso al cento per cento!“: questo è l’errore di Rodomonti, pregato da Bergamo su impulso di Carraro E ANCORA VOGLIAMO DISCUTERE DI QUESTA ASSOCIAZIONE A DELINQUERE! PROVA INCROCIATA INSUPERABILE. NON CI SONO NEMMENO LE BUGIE CHE SI DICONO AL TELEFONO. QUI C’E’ UNA TELEFONATA BERGAMO-FAZI CHE E’ RACCONTO PACIFICO E FLUIDO, LA CASSAZIONE DICE: QUESTA E’ PROVA DIRETTA. C’è anche LA RODOMONTI-PAIRETTO. «ROSSO, ROSSO», DICE LO STESSO RODOMONTI AL TELEFONO. CARRARO, PROSCIOLTO, E’ L’UNICO CHE FA UNA PRESSIONE AL TELEFONO PER UNA GARA! LA JUVE E’ STATA DANNEGGIATA DA QUESTI SIGNORI E QUI C’E’ L’IMPUTAZIONE. MA PROSEGUE ANCORA: IL 12 FEBBRAIO 2005 ANCORA BERGAMO-FAZI: «C’ho le orecchie piene di Rodomonti... Che Dio volesse? Lo fa Racalbuto il Milan». Un altro presunto associato: la Fazi ride, «non gli va male al Milan, figurati con quello che hanno fatto per il figlio». Il povero figlio era malato, venne aiutato dalla dirigenza del Milan: va ad arbitrare la squadra mia rivale e non gli va male. E’ UN ALTRO ASSOCIATO CHE NON SI ASSOCIA? E LA FAZI TIFA CONTRO LA JUVE, BERGAMO TIFA MILAN? MA CHE ROBA E’? IL MILAN VINCERA’ QUELLA GARA PER 1-0. Quelle telefonate sono facilmente consultabili: voi potete ascoltarle le teefonate sul supporto magnetico.

13.27 La giudice Casoria riapre l'udienza a dà la parola a Trofino. Prima però dà un calendario: "L'8 parlerà il pm Capuano, poi mi affido al buoncuore degli avvocati: se non parlano troppo, si va in camera di consiglio. Se no il 15 per la sentenza "

13.23
Vengono inserite le memorie difensive degli imputati Della Valle e Bertini. La Casoria sta per dare la parola a Trofino, ma capisce che forse si può chiudere oggi. Il problema è che se si chiude oggi, il collegio deve entrare in camera di consiglio. E uscire con la sentenza. Il che sconvolgerebbe parecchio troppe agende. La Casoria sbotta, però quando un'avvocata vuole sapere se esiste un calendario per le prossime udienze. " Che calendario... Ci ha un po’ spiazzato signor pm con la sua replica... E gli avvocati vogliono controreplicare?» "Dipende da che dice il pm". Capuano risponde: «Durerà un’oretta la mia replica». La Casoria: "Facciamo un’interruzione: alle 13.15 parla Trofino e noi decidiamo sul da farsi". E se tutto si chiudesse oggi? Magari nella notte?

12.30 MORESCANTI: SARO’ BREVE
«Devo denunciare un processo chiamato Calciopoli: è diventato una moda, un condizionamento dall’esterno fortissimo. Questo non è un procedimento normale, è Calciopoli. Quando il presidente ha detto che ci sono processi più importante, un pm come Narducci contro il quale i sassolini vanno tolti. Mi devo affidare ad un pm sulla buonafede, non posso pensare ad un pm che si gira davanti alla Corte, che dice “piaccia o non piaccia”: io non ho avuto il modo di difendermi, perché per il pm la prova regina sono le intercettazioni. E allora come possono difendersi se non ho a disposizione di tutte le telefonate: neanche voi ce le aveta a disposizione tutte. Se il pm fa questo, e la difesa non ha la possibilità di fare altore. Mancano altre 174 mila telefonate: a me mancano. La scelta delle telefonate dalla consulenza Moggi, non possono essere loro a scegliere le telefonate per la mia difesa. Ma a tre mesi dalla fine del processo, scopro telefonate coperte: cosa avrei potuto fare. Non è stata data a questa difesa la possibiltà di decidere bene: in questo processo non SAPREMO MAI A 360 GRADI COSA E’ VERAMENTE SUCCESSO. A me chi me lo dice che dopo la grigliata con Moggi, magari telefonata che contraddice tutto quello? Voi non saprete mai la verità: non vi ci hanno portato. NELLA VOSTRA DECISIONE LE TELEFONATE NON POSSONO DETERMINARE UNA SENTENZA PER ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, VISTO CHE LA PROVA E’ COSTRUITA CON COSI’ POCHE TELEFONATE. PARLERO’ IN BREVE PERCHE’ molti prima di me hanno sviscerato molti argomenti. Quando i carabinieri interrogavano i testi, magari con un presidente che non vince sente dire che Moggi organizzava per farlo perdere, a quei presidenti non pareva vero trovare qualcuno che forniva una giustificazione del genere. E allora ecco le sensazioni, le voci di corridoio, i sentito dire... Ma tutte queste cose sono dichiarazioni non utilizzabili, condizionate dai carabinieri. Nucini? DOVEVATE CACCIARLO DALL’AULA, MAI M’RA CAPITATO DI VEDERE UNA FALSA TESTIMONIANZA PER TANTE ORE CHE RIGUARDAVA TANTA GENTE. CI HA PRESO IN GIRO TUTTI. SONO RIMASTO STUPITA, PERCIO’. PENSAVO: FORSE I PM HANNO GIA’ VINTO, AI PM E’ STATO CONCESSO DI TUTTO E DI PIU’. QUI LA PROCEDURA PENALE CE LA SIAMO DIMENTICATA. A LIVELLO GIURIDICO C’E’ POCO DA DIRE IN QUESTO PROCESSO».

IL MOSTRO DI CALCIOPOLI «I PM NON DOVEVANO INDULGERE ad atteggiamenti da protagonisti: questo si dice delle regole del processo. Qui è successo. Questo ha generato il mostro di Calciopoli. L’associazione? Deve essere durevole, stabile. Quando è stato provato questo vincolo? Mai. Il pm ci dice che l’associazione promana dal 1999, ma Fabiani - ad esempio - non era nemmeno nel calcio. Ma se l’associazione era operante dal 1999 perché incardiniamo il processo a Napoli per le schede date anni dopo? Partiamo dal sorteggio? Le urne erano trasparenti, i fogliettini li prepara Manfredi Martino testa al di sopra di ogni sospetto li inseriva per escludere che potessero essere letti. A proposito della Fazi: nel 2004 chiedeva di essere trasferita dalla Can, la Fazi è stata inserita nell’ufficio Euro2012 al’Olimpico. In quell’anno NON HA MAI PRESO PARTE AI SORTEGGI, CHE ERANO ORGANIZZATI DA MANFREDI MARTINO. Bene, allora siamo andati a guardare come si formassero le griglie: abbiamo verificato che in prima griglia c’erano gli internazionali e quelli con maggiore esperienza per le gare delicate. Auricchio ci dice che non c’è stata anomalia, che le regole erano rispettate su preclusioni varie; che non ha sentito mai il notaio. E quando Martino dice che il colpo di tosse non era riferibile al sorteggio truccato: e il pm l’ha insultato in aula, perché non diceva quello che si pensava ai fini dell’accusa! Le schede svizzere? Bene, il pm le ha fatte passare per occulte e non intercettabili, che il possesso era un’affiliazione: non è penalmente rilevante che un designatore, ma anche un arbitro parlare con un dirigente. Ma ricordatevi che non si può utilizzare quelle schede perché l’acquisizione dal De Cillis è avvenuto SENZA ROGATORIA. LE SCHEDE SUNRISE DOVEVANO ESSERE INTESTATE PRIMA, CI DICE DE CILLIS CHE LE VENDEVA: BENE, NON SO A CHI LE VENDEVO, CI DICE. E I CARABINIERI NON L’HANNO CHIESTO: LE 300 SCHEDE NON ERANO SOLO QUELLE VENDUTE A BERTOLINI. MA DE CILLIS CI DICE CHE QUANDO FABIANI VA CON MOGGI A CHIASSO, NON COMPRA SCHEDE. L’ELEMENTO DELLA RICOSTRUZIONE TECNICA DELL’ATTRIBUZIONE E’ FONDAMENTALE, POI SCOPRIAMO CHE INVECE IL MARESCIALLO DILARONI FA I SUOI SCHEMINI A MANO».

NON SO, NON RISPONDO «Dilaroni non sa neanhe spiegare se a Primavalle, dove viveva Fabiani, e non lo sapeva. Dilaroni non sapeva quale era la potenza dei ricevitori agganciati dalla scheda di Fabiani. Non sapeva quante erano le celle agganciabili. Non utilizza un “mappale” e non sa dire a quanta distanza fosse il cellulare dalle celle. Non verificano la presenza del soggetto (Fabiani) vicino alla cella. Non controllano se l’operatore italiano ha un roaming con la scheda svizzera e aggancia un’altra scheda. E a Messina non controllano se le celle erano vicino allo stadio o all’albergo dove Fabiani viveva: neanche sapevano dove viveva. Ci vuole tanto coraggio ad attribuire così schede a persone. Eppoi sarebbe bastato per capire sulle schede ascoltare Paparesta senior: quando Moggi gli dà la scheda, lo fa per divenire un suo osservatore, ma “che Gianluca non ne sappia niente, lui è un arbitro in attività, sarebbe inopportuno”. E Gianluca stesso dichiara di aver avuto un telefono dal padre, “ma non sapevo che fossero schede svizzere”. E nella telefonata tra Paparesta Gianluca e Fabiani di tutto si parla con quella scheda Penso male su Paparesta: nel 2007 la Figc inserisce la figura del collaboratore di giustizia, con la sua carriera in corso avrebbe potuto proseguire la carriera. Ed eccolo che nel 2007 si fa vivo e comincia a collaborare: si lamenterà qui perché poi la Figc non lo fa rientrare, nonostante la sua collaborazione. Ma si contraddice e dice falsità: una telefonata da Quarto d’Altino, la cella si attiva a Roma, ma lui ci dice che fa un volo diretto per Bari. E che ha telefonato in volo su Roma? «Teste Nucini è vergognoso: è evidente a tutti quanto fosse mendace. L’hanno fatto anche tornare, per raccontare dichiarzioni di un defunto. Prima dice su Fabiani che non ci parlava, poi si rimangia tutto e allora dà numeri di telefono. E quando ci parla, che dice? “Niente di particolare”. Ma signori: Nucini in A arbitra fino alla sua cosiddetta iniziazione, poi smette di farlo? E’ stato buttato fuori dalla Can, come dovevano fare anche qui».

LE FRODI «Qui non si sente mai una telefonata in cui si chiede all’arbitro in gara una condotta specifica per alterare il risultato a prezzo di qualcosa. E allora, magari, guardiamo se nella gara c’è prova della consumazione anticipata della frode sportive. CERCATELA DIVE VOLETE: LA PROVA NON C’E’. Sentiti tutti gli arbitri, tutti gli osservatori, abbiamo chiesto a tutti un motivo per dubitare che l’errore non fosse un errore umano, ma qualcosa di fraudolento. Nessuno: arbitri, osservatori, presidenti nessuno ha adombrato niente. Neanche il presidente che aveva perso la gara. Qui s’è invertito l’onere della prova: e che siamo tornati al Medio Evo. Non c’è una promessa di un vantaggio diretto. Moggi e Fabiani? Di Fabiani parla Moggi in un’unica telefonata e dice ad un dirigente del Messina, dove lavorava, che a lui «non piace, non mi piace, non mi piace». Per Fabiani la Morescanti chiede il proscioglimento.


11.20 - L’avvocato di Pairetto, Tornincasa, presenta una aggiunta documentale: porta le tracce audio su cd di alcune telefonate trascritte. La Procura si oppone. La Casoria fa presente al pm: «Non ci sono i dischi dei brogliacci. In ogni caso il collegio ritiene di non acquisire i cd». La Casoria dà la parola alla Morescanti, ma Bergamo fa una dichiarazione spontanea.

007 BERGAMO
«Mi accingo a dire cose con molta umiltà, ma devo ricordare alcuni avvenimenti con prove in mio possesso. IL dottor Narducci ha parlato dicendo che nel calcio sono cominciate a trasparire cose negative dall’80 col calcioscommesse. Mi fa piacere: gli arbitri non furono colpiti da niente. Io sono figlio di contadini, ero un calciatore e il calcio mi ha consentito di studiare l’università. Esordii in A a 30 anni, dopo aver fatto il calciatore in C. In A 15 anni perchè i club mi davano fiducia: decidevo sulle sorti dei campionati. Ricordo un particolare: nel 1985 ci fu un tentativo di illecito, caso Vautrot, il presidente Viola fu contattato da due personaggio e gli furono estorti 200 milioni per la gara Roma-Dundee. Lo seppi, indagai perchè si parlava di un arbitro internazionale tramite per quella storia. Convocai i due imbrogli, mi cucii un registratore nella giacca e li denunciai al tribunale di Roma. Nell’enciclopedia del calcio mondiale è ricordato questo episodio. Mi presi una squalifica per questa mia indagine: nove mesi, ridotti a cinque. E mi costò il Mondiale. Nel 1999, finalmente, arriva la nomina con Pairetto a designatore: mi toccò farlo con le modalità di cui vi parlò Carraro; eravamo in due perché la situazione era difficile, c’era il mio progetto nuovo. Gli ultimi otto campionati vinti 5 Milan e 3 volte Juve: situazione incandescente! Ma Narducci ci dice che - malgrado una vita da persona perbene e malgrado le conferme anno per anno - divento subito un imbroglione per favorire la Juventus... Noi imbrogliamo per la Juve? Ma a 8 turni dalla fine la Juve batte il Toro, la Lazio perde a Verona: Juve a +9 sulla Lazio nel 2000, dopo tre giornate va a casa della Juve. La Juve poteva vincere in carrozza: la Lazio vince, arbitro Farina, si avvicina, all’ultima giornata con la pioggia a Perugia, la Juve perde a Perugia e perde lo scudetto. Noi eravamo un gruppo DI IMBROGLIONI SGANGHERATI... ERA UN’ARMATA LA LAZIO: MARCHEGIANI, NESTA, STANKOVIC, VERON, MANCINI, MIHAJLOVIC! Dopo otto campionati: VINCE UNA ROMANA. Ed ecco il 2001: noi bariamo per fare carriera? Io vengo nominato all’Uefa: designavo in Champions e Uefa. E il CAMPIONATO LO VINCE LA ROMA: PER LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DEL CALCIO DUE SCUDETTI NON AL NORD COSECUTIVAMENTE. Un altro tentativo da imbroglioni falliti... Anzi: a Natale la polpetta avvelenata, su una rivista chiamata “Rigore” ci rompeva le ossa e Casarin per gelosia ci dava addosso. Scrissero che noi avremmo taroccato il sorteggio per Roma-Juve: abbiamo querelato e vinto anche in appello, diffamazione. Anche allora si verificò che il sorteggio non era truccato: da allora, però, la Figc mise il notaio».

IO, MORATTI, TELECOM «Nel 2001-2002 lo scudetto se lo giocano Lazio, Inter e Roma, la Juve era sempre lì: l’Inter fece un disastro a Roma contro la Lazio e lo perde da sola. LA JUVE PRENDE E MORATTI MI TELEFONO’ DISPERATO, MI DISSE CHE AVEVA PIACERE DI INCONTRARMI PER PARLARE DI COSE SPORTIVE: ACCETTAI E DISSI DI ESTENDERE A MIA MOGLIE. A LUGLIO A FORTE DEI MARMI FECI QUELLA CENA A FORTE DEI MARMI: L’INTER NON ERA VINCENTE E NON VINCEVA. NON FUI CONVINCENTE: PROPRIO QUELL’ANNO MORATTI E FACCHETTI INCARICARONO TELECOM DI FARE CONTROLLI BANCARI, PER ME MIA MOGLIE, MIO FRATELLO, LE MIE FIGLIE. L’anno dopo Milan e Juve si giocano il campionato, nel 2003, ma è la prima volta nella storia del calcio che due squadre italiane giocano la finale di CHAMPIONS LEAGUE. La Juve non aveva bisogno del mio aiuto. Nel 2003 vengo promosso alla FIFA: designo alle Olimpiadi, al Mondiale 2006. ERO UN IMBROGLIONE CHE LA SAPEVA FARE FRANCA, VISTO CHE MI PROMUOVEVANO OGNI ANNO.

IO E CAPELLO «L’anno dopo venivamo da incontri sfortunati con la Roma: per me dipendeva da Fabio Capello, che indispettiva gli arbitri. Era sempre polemica, erano i primi anni in cui le panchine parlavano con i bordocampisti: UN CAOS, CHIAMAI CAPELLO “FACCIAMO UN PATTO, CI SENTIAMO TUTTE LE SETTIMANE DELL’ARBITRO CHE TI ARBITRA E DEGLI ALTRI, MA TU MI DEVI GARANTIRE CHE NON PROTESTI, NON ALIMENTI IL CLIMA DI TENSIONE IN TRIBUNA. E SE CI SONO ERRORI, TU ME NE PARLI E MIGLIORERAI. QUEL CAMPIONATO FU BELLISSIMO, LA ROMA ARRIVO’ SECONDA: MI DIEDE ATTO CHE LO SCAMBIO DI INFORMAZIONI FU POSITIVO».

SORTEGGIO IN CARCERE «Nel 2004 facemmo tante attività di beneficienza, facemmo anche il sorteggio in carcere. Andammo a Carramba, andammo a Telethon, stipulammo contratti di sponsorizzazione che valsero alla Figc oltre 2 milioni di euro. Ci stavamo guadagnando la fiducia. Venimmo ricevuti anche da Sua Santità, Giovanni Paolo II».

2004-2005 «Era la stagione in cui io volevo lasciare: andai a trovare Collina perché lui prendesse l’incarico di designatore al mio posto. Lui aveva ancora troppa passione per l’arbitraggio: “Ci penso l’anno prossimo”. Rimasi, non partecipai al raduno estivo, ero all’Olimpiadi. Sulla stampa si parlava solo di errori arbitrali decisivi: una teoria volutamente non veritiera, si volevano coprire altri problemi. Milan dichiarava i suoi debiti con contributi della Fmiglia Berlusconi. L’Inter va in Borsa e il titolo viene sopravvalutato di 1,5 euro, “perché servono alla famiglia Moratti per i debiti fatti nel calcio”, così scrivono nelle carte del processo; la Lazio fu abbandonata da Cragnotti, la Roma con la famiglia Sensi s’è dissanguata, la Fiornetina di Cecchi Gori fallisce, il Parma di Tanzi non fallisce, ma serve la Legge Marzano, il Napoli fallisce, il Bologna fallisce, il Perugia fallisce e scompare, l’Ancona lo stesso: il negativo nei nostri confronti copriva quello che veramente accadeva. E anche la stampa ha il suo bacino d’utenza, difendere le squadre proprie. Io posso parlarne tranquillo: io rinunciavo all’incarico a fine anno. E mica sapevo che sarebb scoppiata Calciopoli, io ero uscito ormai.

SERVI INFEDELI «E allora perché scoppia questo PANDEMONIO? Ho letto il libro di Moncalvo e leggo cosa è capitato in casa Fiat dopo la morte di Umberto Agnelli, si legge di Giraudo che vuole andare avanti nel guidare la Juve con Andrea Agnelli, l’ultimo Agnelli. Il gruppo di Elkann, Montezemolo costruiscono le condizioni per puntare l’obiettivo che è Giraudo, non Moggi: e viene disintegrato. A Torino parte un’indagine: vivisezionati per 26 giornate, poi Maddalena, Guariniello.Tatangelo e Caselli decidono di archiviare. Ma la strategia del sospetto aveva avuto effetto: Tavaroli che è a già sentenza ha detto che le fatture nei suoi archivi sono state pagati perché Moratti e Facchetti avevano commissionato indagini riservate su me e altri. E il 3 novembre a Firenze discuterò per il danno fattomi con questa intelligence. Ma anche Tavaroli archivia tutto: non emerge niente. A Napoli contemporaneamente la Procura delega il colonnello Arcangioli che affida l’indagine Auricchio: interviene il signor Franco Baldini, che dà le dimissioni dalla Roma, dopo che la Juve aveva portato via l’ossatura della Roma, Capello e Emerson. A marzo si dimette, ma nel frattempo aiuta chi fa le indagini. Eppure dopo 170 mila telefonate, boh ci saranno state tante raccomandazioni, però un fatto non si può negare: SI COSTRUISCE UN FATTO VOLUTAMENTE DEVASTANTE, UN PROCESSO MEDIATICO CHE MI HA DISTRUTTO, IO ERO UN AGENTE PRIMARIO ASSICURATIVO CON 60 DIPENDENTI E HO PERSO TUTTO IN UNA SETTIMANA, CONSCI CHE LE INTERCETTAZIONI NON PRODUCONO NIENTE, DAL COMPUTER DEL SIGNOR AURICCHIO, DICE IL GIUDICE SILVESTRI, UN SERVO INFEDELE DELLO STATO CHE VA INDIVIDUATO IN UNO DEGLI INVESTIGATORI HA VEICOLATO LE INFORMATIVE ALLA STAMPA. CON QUESTO ARTIFICIO SI OTTIENE QUELLO CHE SI VOLEVA OTTENERE: UNO SCANDALO. QUESTA E’ LA VERITA’: LO DICE IL TRIBUNALE DI ROMA, NON IO. «PARLAVO CON TUTTI, CERTO» «IO PARLAVO CON TUTTI, AVEVO LA MATURITA’ PER FARLO: A LIVELLO INTERNAZIONALE E’ PROCEDURA CHE ABBIA UN MEETING COI DIRIGENTI DELLE SQUADRE. Io parlavo con gente che conoscevo da 20-30 anni: non mi facevo condizionare per illeciti. E la Federazione, ce l’ha fatto capire Carraro, voleva che ci fossero i rapporti coi dirigenti: voleva che le polemica restasse in un faccia a faccia.

C’E’ UN INDIRIZZO questo è l’elenco di 22 incontri per far uscire gli arbitri da una campana di vetro. A me mi manda a scuola da Costanzo per andare in tv: studiare la postura e il modo di comunicare giusto. La Figc ci obbliga a tenere una rubrica sulla Gazzetta dello Sport, «per non sottrarsi ai giudizi sugli episodi». Uscivamo allo scoperto sugli errori: cercavamo di fare tutto alla luce del sole. Carraro era il responsabile della politica federale: quel che diceva, si faceva. E Auricchio ha risposto: ha sentito le telefonate senza sentire che io ho detto qualcosa di sconveniente ad arbitro.

LE SCHEDE «Quando venni ricevuto da Narducci e Beatrice dissi e spiegai: non tradisco la fiducia di Pairetto. Magari in Svizzera, vi vado ogni settimana. Maresciallo Dilaroni mi ha aiutato: durò due settimane, e il telefono lo diedi a mia moglie che esaurì il credito velocemente. Ma

FALSI STORICI
«Qui si sono sentiti falsi storici. Nucini ha detto che nel 2003 è andato da Moggi a Torino e allora doveva diventare l’arbitro della Juve. Nel 2002 lo proviamo in Juventus-Bologna, vince la Juve, poi fa l’Inter e vince l’Inter, contro la Reggina la Juve vince ancora. Per noi non è un arbitro all’altezza... La relazione di questo arbitro di Moggi firmata da me e Pairetto? Il sognor Nucini l’anno dopo fa 0 gare in A. Se si era distinto, non faceva 0 gare. Poi Tombolini, dice Narducci, gli faccio una lavata di testa: giusto, ma a Carraro dopo gli errori veri fatti da Tombolini in Lazio-Brescia. Prende un voto ottimo, il Tombo, per quella gara ma continua ad arbitrare: poi capita per Siena-Lazio, vince il Siena e continua. Poi gli capita Lazio-Udinese, hgara delicatissima: dopo quella lavata di testa... La Lazio perde in casa, prende un bel voto Tombolini e continua. Di Mauro che piange al telefono con me dopo Reggina-Juve? Ero duro, già, dovevo esserlo: Di Mauro piange, poi si riprende e noi per punirlo lo mandiamo a fare UN BIG MATCH IN TUNISIA E A FINE ANNO MI BATTO PER AVERE UN ANNO DI DEROGA E LA OTTIENE. Copelli? Io l’HO PORTATO AI MONDIALI. E Racalbuto? Era una pietra dello scandalo, giusto? 8 giornate fuori dopo Roma-Juve, resta fuori 8 turni. Io ho chiamato Gabriele, vero: nell’sms c’era scritto che li criticavo per aver dato un gol non buono alla Juve, mica alla Roma. PAPARESTA E’ IL BUGIARDO: dopo Reggina-Juve, si ferma perché si gioca dopo 72 ore, torna in griglia per Torino-Venezia e alla ripresa di A fa Fiorentina-Messina. Ha avuto anche un premio: ha sbagliato a Reggio, ma lo premiamo perché era il più bravo. Lui non lo scrisse delle parole grosse con i dirigenti della Juve, ma se avesse scritto usciva dalla prima fascia: LA SUA AMBIZIONE LO INDUCE A NON SCRIVERE.

LE CENE «Veda, io avevo costanti rapporit anche a cena. A visitare per parlare Sensi, con Governato, Spinelli veniva in agenzia, Aliberti, con Ghirelli, con Spalletti mi sono incontrato perché, con Lucchesi della Roma, con Tanzi e Sacchi. Quell’anno nel girone di ritorno Juve, Milan e Inter venivano a Livorno: ci tenevo a che venissero a conoscere casa mia. Io chiamo Facchetti, lo vado a prendere all’aeroporto, si chiama Moratti, si chiama l’ex addetto stampa dell’Inter e le telefonate spariscono. Mi metto d’accordo con Galliani, poi lui non viene: anche queste telefonate scompaiono. All’ultima con la Juve già scudettata, invito Giraudo, viene anche Moggi, viene anche Mazzini: volevo far presente che mi sarei dimesso. Quando vengono quelli della Juve: foto, intercettazioni, i carabinieri circondano la casa. NON MI TORNA PER NIENTE. HO SCRITTO UN LIBRO, PERCHE’ NESSUNO MI ASCOLTAVA NEL 2006. NEMMENO UNA DENUNCIA PER QUELLO CHE HO SCRITTO IN QUEL LIBRO. QUESTO SISTEMA HA PRODOTTO DEI DANNI IRREPARABILI MA A QUALCUNO E’ ANDATA BENE: IL MAGGIORE AURICCHIO HA FATTO CARRIERA, CON LUI NARDUCCI ASSESSORE... DICO SOLO CHE FORSE E’ UNO SFOGO INOPPORTUNO, MA IO CREDO CHE ARRIVERA’ UN GIUDIZIO FINALE PER TUTTI: IO SONO SERENO ALTRI LO SARANNO UN PO’ MENO».

E la Casoria lo stoppa: «Ora la parola all’avvocato Morescanti».

9.45 - L'udienza non è ancora cominciata. Il Pm Capuano ha fatto sapere che farà delle brevi repliche al termine delle arringhe che vedranno protagonisti Silvia Morescanti, che difende Paolo Bergamo (già in aula e pronto a fare diciarazioni spontanee), Mariagrazia Fazi, l'ex segretaria della Can (anche lei oggi in aula) e Mariano Fabiani, ex ds del Messina. A seguire concluderà l'arringa per Luciano Moggi l'avvocato Paolo Trofino che, anche grazie alle ultime intercettazioni tra cui quella oggi pubblicata su Tuttosport Bergamo-Fazi, lavorerà per smontare definitivamente il teorema della cupola moggiana. A seconda dei tempi, l'udienza di oggi potrebbe essere anche l'ultima prima della sentenza: vorranno gli avvocati difensori controreplicare alla procura prima che la giudice Casoria e le sue colleghe Gualtieri e Pandolfi si chiudano in Camera di Consiglio? Il più grande interrogativo che si pone oggi, anche se l'orario d'inizio dell'udienza sta slittando, è se i giudici potranno oggi stesso entrare in Camera di Consiglio ed eventualmente emettere la sentenza o se sarà necessario un breve aggiornamento l'8 novembre (al momento la tesi più probabile). In aula sono arrivati anche Luciano Moggi e Massimo De Santis.
tuttosport.com

L'INTER PER 53 PARTITE SENZA RIGORI CONTRO....E NESSUNO PIANGEVA!

I 53 match senza rigori contro
e l'Inter che non piangeva


I 53 match senza rigori contro e l'Inter che non piangeva

Finora nessun rigore a favore della Juventus e il record negativo è del Parma dello scorso anno, con cinque rigori contro nelle prime cinque giornate: ecco le cifre


TORINO. «Sono convinto che la categoria arbitrale in Italia sia di ottimo livello: l’errore umano capita a tutti: sbaglia il giocatore, sbaglia l’allenatore, sbaglia il dirigente e non vedo perché non possa sbagliare l’arbitro. L’errore dell’arbitro va compreso e l’arbitro va aiutato. Quindi lasciamoli lavorare con serenità, perché mettere troppa pressione addosso secondo me rischia solo di rendere il loro compito più difficile e quindi meno preciso». Indovinate chi ha pronunciato questa frase: a) Stefano Braschi ; b) Pierluigi Collina c) Gaetano Paolillo. Se avete scelto a o b avete sbagliato, probabilmente perché avete nelle orecchie le ultime dichiarazioni dell’amministratore delegato dell’Inter, quello della lettera c, che effettivamente sono piuttosto incoerenti con quanto dichiarato solamente un anno fa (16 settembre 2010) dallo stesso Paolillo che oggi è invece meno collaborativo con i direttori di gara: «C’è amarezza per il fatto che ormai quando c’è un rigore dubbio contro di noi viene sempre dato. Siamo al quinto in otto partite, e di questi mi sembra non ce ne fosse neanche uno netto. Troppa superficialità su episodi che andrebbero valutati con più attenzione. Non credo ci sia un disegno contro di noi, niente di così grosso o macchinoso, ma credo che la classe arbitrale sia psicologicamente condizionata dal dover sempre dare i rigori dubbi contro l’Inter, perché magari non fischiarlo gli fa credere di aver omesso qualcosa, al contrario non succede niente».

MANI AVANTI
Non sarà una denuncia di complotti, ma le mani sono bene avanti su Inter-Juventus e la «serenità» dell’arbitro Rizzoli non è certo favorita dallo snocciolare i numeri che tanto danno fastidio a Paolillo, ma pure a Moratti e Ranieri , che ieri si divertiva addirittura con le proiezioni e ironizzava sui prossimi 20 rigori che dovrebbero fischiare contro l’Inter per mantenere la media dei cinque in otto partite, più o meno quanti se ne vide fischiare la Juventus nella stagione 2007-08, quella del ritorno in serie A, quella - ironia della sorte - con Ranieri allenatore, quella dei cinque rigori (quattro assai dubbi, fra i quali i due di Cagliari e i due di Napoli) nelle prime nove giornate. Nella stessa stagione l’Inter arrivava prima in campionato e nella classifica dei rigori a favore (10, a pari merito con il Milan). Di lì a poco, in un periodo che va dal 2 marzo 2008 al 9 settembre 2009 e nel quale i vertici nerazzurri inneggiavano alla «casualità degli errori arbitrali» nel calcio risanato dai processi del 2006, l’Inter infilava una serie di 53 gare consecutive senza che un penalty le venisse fischiato contro. A suo modo un record come quello, meno gradevole, che ha infilato l’Inter in queste prime otto giornate.
(da tuttosport.com)

martedì 11 ottobre 2011

L’Uefa alla Figc: Calciopoli 2,
che avete fatto con l’Inter?


L’Uefa alla Figc: Calciopoli 2, che avete fatto con l’Inter?

Altro che francobollo sprecato: entro il 19 ottobre Platini vuole la verità da Abete


ROMA – Diceva il vero, monsieur Michel Platini quando in una recente intervista aveva detto sull’esposto della Juve sul comportamento della Figc su Calciopoli 2: «Si potevano risparmiare il francobollo». L’Uefa ha risparmiato il francobollo perché ha mandato una lettera via fax il 30 settembre in cui ufficializza l’inchiesta del supremo ente calcistico europeo sull’operato della Figc in merito alla questione Calciopoli 2. La lettera Uefa ricorda che la Juve chiede un’investigazione sulla questione scudetto 2006, sulle indagini su Calciopoli 1 e 2 e sullìipotesi di esclusione dell’Inter dalla Champions. Il responsabile del panel d’investigazione sull’operato delle disciplinari delle federazioni europee e dei servizi legali dell’Uefa, Pierre Cornu, ex procuratore del cantone di Neuchatel, ha inviato la cortesissima lettera nella quale – però- chiede alla Figc spiegazioni ufficiali sulle modalità con cui è stata trattata la materia di calciopoli, su come si sia indigata sull’Inter e sulle ragioni che hanno portato alle decisioni assunte il 18 luglio ultimo scorso. Cornu mette fretta alla cortese Figc, sicuro che le spiegazioni di Abete siano utili a chiudere il “malinteso”: per scritto dovranno motivare la loro «non competenza ad agire», in seguito all’emergere dei fatti nuovi che hanno portato alla relazione di Palazzi. Il tutto – cortesemente – entro il 19 ottobre prossimo venturo: 15 giorni ancora per spiegare. Per l’invio dei documenti utili a far capire agli investigatori di Platini qualche francobollo dovranno usarlo: richiedesi documentazione in originale, s'il vous plait.
(da gazzetta.it)

giovedì 6 ottobre 2011

Esposto Juve, la Uefa
chiede chiarimenti alla Figc




Milano, 05 ottobre 2011
Entro il 19 ottobre la Federcalcio dovrà rispondere alla Federazione europea, in seguito alle richieste della Juve. Ecco i possibili scenari futuri

L'Uefa ha chiesto oggi chiarimenti alla Federcalcio italiana sull'esposto presentato dalla Juventus. Lo ha fatto con una lettera inviata a Giancarlo Abete, alla Figc e per conoscenza al presidente della Juventus, Andrea Agnelli. E' firmata da Pierre Cornu, il consigliere capo per gli affari legali. La lettera è comunque datata 30 settembre.

la lettera — Siamo in condizione di farvi conoscere il testo integrale, in francese, nella relativa traduzione. Eccola: "Signor presidente e signori della Federazione italiana giuoco calcio, trovate allegato alla presente una copia della corrispondenza che ci ha spedito il 2 settembre 2011 il presidente della Juventus. Come potete constatare, la Juventus si duole che il titolo di campione d'Italia per la stagione 2005-2006 le sia stato tolto, ritiene che l'Internazionale di Milano abbia commesso dei fatti dello stesso genere durante la stessa stagione, protesta perché quest'ultimo club non è stato sanzionato e domanda all'Uefa
1) di pronunciarsi sulle modalità con cui la Figc ha svolto l'inchiesta sui fatti che riguardano la Juventus e - soprattutto - l'Internazionale di Milano;
2) di sanzionare l'Internazionale Milano dichiarando che il club non ha il diritto di partecipare all'Uefa Champions League 2011.12;
3) di informare la Juventus sulle misure che prenderà contro l'Internazionale Milano e la Figc;

La Juventus domanda in sostanza all'Uefa di verificare che la Figc abbia svolto bene il suo lavoro. A priori, noi non abbiamo alcuna ragione di dubitarlo. Comunque, sarebbe probabilmente utile che voi ci facciate parte della vostra posizione su quanto la Juventus ha dichiarato, in maniera di dissipare tutti gli eventuali malintesi. Avremo bisogno di conoscere la vostra risposta entro il 19 ottobre. Poi vedremo cosa è opportuno fare. Vi ringraziamo in anticipo e restiamo a disposizione per qualsiasi ulteriore ragguaglio.

I nostri migliori saluti sportivi, Pierre Cornu, consigliere capo degli Affari legali".

IL PUNTO — La lettera è molto chiara. La Gazzetta dello Sport aveva già anticipato che dopo aver ricevuto l'esposto della Juventus (preparato dall'avvocato Michele Briamonte e firmato dal presidente Andrea Agnelli) la Uefa avrebbe aperto un fascicolo domandando chiarimenti sulla posizione alla Federcalcio, almeno come atto dovuto. In ogni caso, per come è argomentata e per i termini usati, l'Uefa tiene a mettere per iscritto davanti alla Federcalcio ciò di cui si duole la Juventus e chiede risposte punto su punto.

e ora? — Cosa succederà ora? Cosa vuol dire Cornu quando conclude scrivendo "vedremo cosa sarà opportuno, appropriato fare?". L'Uefa, come ha fatto capire alla Gazzetta lo stesso Platini in una recente intervista (”Agnelli avrebbe potuto risparmiarsi il francobollo”) non avrebbe intenzione di entrare negli affari interni di una sua Federazione, ma è comunque interessata a mettersi al riparo da qualsiasi dubbio che possa riguardare squadre iscritte alla Champions League.

francobollo juve — Di sicuro oggi alla Juventus si respira aria di soddisfazione: comunque vada a finire questa storia “anche Platini ha speso i soldi per un francobollo...”. Insomma, non c'è stata archiviazione diretta. Quindi del dossier si parlerà ancora.

Antonello Capone da gazzetta.it